GIOVANNI TRUPPI l’artigiano delle canzoni. Il suo nuovo disco traccia per traccia

GIOVANNI TRUPPI l’artigiano delle canzoni. Il suo nuovo disco traccia per traccia

E’ stato presentato il nuovo disco di Giovanni Truppi “POESIA E CIVILTÀ”.  Questo nuovo lavoro contiene 11 brani inediti scritti da Giovanni Truppi tra cui il primo estratto “L’unica oltre l’amore” e il singolo da venerdì in radio “Borghesia”, brano che prende spunto dal romanzo di Edoardo Albinati “La scuola cattolica”.

È Giovanni a raccontare il titolo e l’idea dietro questo disco:

Ho cercato di basare questo disco su quello che è più importante per me in questo momento ovvero l’identità, la vita adulta, la bellezza, il modo in cui scegliamo di porci nei confronti degli altri e quindi il rapporto con la società.

Tutti concetti che mi appassionano anche per via della grande fase di ridefinizione che stanno attraversando in questo momento storico.

La poesia e la civiltà sono i punti cardinali verso i quali tendono tutti gli elementi di questo lavoro (gli argomenti delle canzoni, il lessico, gli arrangiamenti e la produzione), la scelta del titolo scaturisce da qui.

Nel mettermi al servizio di questi due principi ispiratori ho sentito l’esigenza di abbandonare il linguaggio dei miei lavori precedenti e di costruirne uno nuovo, che rimandasse a una scrittura più classica e meno anarchica e spigolosa.

Mi è venuto quindi naturale fare riferimento ai dischi ed agli arrangiamenti della canzone d’autore degli anni ’70 e di cercare un punto di unione tra quel mondo e le suggestioni più forti che ho avuto negli ultimi anni – Sun Kill Moon, Sufjan Stevens, Father John Misty – per creare un linguaggio che fosse allo stesso tempo classico e contemporaneo.

In tal senso registrare la maggior parte del disco negli Stati Uniti ed avere l’opportunità di confrontarmi con professionisti provenienti da un contesto musicale altro dal mio (come Marco Buccelli, produttore di Xenia Rubinos oltre che mio collaboratore storico, o Rob Moose, che ha scritto per artisti come Alabama Shakes, Bon Iver, Sufjan Stevens e Paul Simon) ha contribuito non poco al lavoro di sintesi.

A partire da venerdì 22 marzo TRUPPI incontrerà il pubblico nei principali negozi FELTRINELLI d’Italia. Durante gli incontri parlerà del suo album e suonerà in versione acustica alcuni brani.

Questi gli appuntamenti:

22 marzo          TORINO            Feltrinelli Stazione PN              ore 18.00

25 marzo          MILANO           Feltrinelli P.zza Piemonte       ore 18.30

26 marzo          FIRENZE            Feltrinelli P.zza Repubblica    ore 18.00

27 marzo          NAPOLI             Feltrinelli P.zza dei Martiri      ore 18.00

28 marzo          ROMA               Feltrinelli Via Appia                  ore 18.00

Pochi giorni dopo la pubblicazione del nuovo album “POESIA E CIVILTÀ”, Truppi partirà per un nuovo tour che lo porterà in giro per le principali città italiane. Il tour, organizzato da Ponderosa Music&Art, prenderà il via il 4 aprile da Terni e proseguirà fino a maggio.

Ad accompagnare sul palco Giovanni Truppi (chitarre, piano, synth, voce) ci saranno: Paolo Mongardi (batteria), Giovanni Pallotti (basso),Daniele Fiaschi (chitarra), Duilio Galioto (tastiere) e Nicoletta Nardi (voce e tastiere).

Questo il calendario completo:

04 Aprile           Terni                  Sala dell’Orologio DATA ZERO

05 Aprile           Caserta             Smav Factory

06 Aprile           Bari                    Garage Sound

11 Aprile           Roma                 Monk

12 Aprile           Pisa                    Lumiere

13 Aprile           Bologna            Locomotiv

17 Aprile           Milano              Santeria Social Club

20 Aprile           Prato                 Capanno Blackout

9 Maggio          Torino               Hiroshima Mon Amour

Giovanni Truppi è nato a Napoli nel 1981. Tra il 2010 e il 2017 ha pubblicato quattro dischi di inediti: “C’è un me dentro di me”(CinicoDisincanto/CNI 2009), “Il mondo è come te lo metti in testa” (I Miracoli-Jabajabamusic/Audioglobe 2013), “Giovanni Truppi”(Woodworm/Audioglobe 2015) e “Solopiano” (Woodworm/Audioglobe 2017) e tra il 2013 e il 2017 è stato protagonista di un tour di circa 300 date, con la sua band e da solo.

Nel corso del 2014 ha progettato e costruito un proprio pianoforte ottenuto modificando un piano verticale: il risultato è uno strumento dalle dimensioni inferiori allo standard, smontabile, ed elettrificato tramite una serie di pick-up che permettono di amplificarlo.

Truppi ha collaborato con lo scrittore Antonio Moresco per la scrittura della canzone “Lettera a Papa Francesco” ed ha partecipato come chitarrista alle registrazioni dell’ultimo disco del cantautore Stefano “Edda” Rampoldi “Graziosa Utopia” (Woodworm/Audioglobe 2017).       

Nel 2017 ha ricevuto il Premio Nuovo Imaie per la migliore interpretazione al Premio Tenco.                          

Lo scorso anno Truppi è stato candidato ai Nastri D’Argento per la migliore canzone originale per “Amori che non sanno stare al mondo”, brano composto per l’omonimo film di Francesca Comencini (Fandango 2017). Truppi ha inoltre scritto “La Domenica”, brano che fa parte della colonna sonora e del testo dello spettacolo teatrale Il cielo non è un fondale della compagnia Deflorian/Tagliarini.

 

Questa la tracklist completa: “Borghesia”, “Quando ridi”, “Conoscersi in una situazione di difficoltà”, “I miei primi sei mesi da rockstar”, “L’unica oltre l’amore”, “Mia”, “Adamo”, “Due segreti”, “Le elezioni politiche del 2018”, “Ragazzi”, “Ancient Society”.

Ecco il disco traccia per traccia raccontato dallo stesso Giovanni

BORGHESIA

Ho scritto questa canzone dopo aver letto il romanzo “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati.

La borghesia non è simpatica ma le va riconosciuto di aver avuto la forza di cambiare il mondo (non solo nel male) e di essere diventata riferimento per un’intera epoca.

Purtroppo la borghesizzazione collettiva che è avvenuta nel ‘900 in Occidente ci ha resi soprattutto più individualisti finendo con lo sprecare un’occasione di reale cambiamento e miglioramento delle condizioni di tutti, nella corsa di ognuno ad ottenere il maggiore benessere possibile per sé ed i propri cari.

QUANDO RIDI

È la prima canzone d’amore che abbia scritto che parla, prendendosi sul serio, di essere innamorati e felici. All’inizio mi vergognavo della nitidezza quasi infantile della descrizione di questi sentimenti, in seguito mi sono reso conto che in questo momento sento di voler raccontare anche questo lato di me.

CONOSCERSI IN UNA SITUAZIONE DI DIFFICOLTÁ

Scegliere di darsi ad un’altra persona, mettersi in reale comunicazione con lei, per un momento come per una vita intera, mi sembra voglia dire – in fondo a tutto – rinunciare alla propria solitudine.

In questa canzone non intendo la solitudine come “stare da soli” ma come “percepirsi e volersi soddisfare come unici”; metterlo da parte per me è la cosa più difficile e rappresenta il dono più prezioso che posso fare a qualcuno.

Questa canzone racconta il momento in cui due persone si innamorano: le immagino sull’orlo strettissimo di un precipizio a porgersi le proprie solitudini cercando di trovare un passo per due in uno spazio che erano abituati a percorrere da soli.

I MIEI PRIMI SEI MESI DA ROCKSTAR

È una storia che volevo raccontare. Ho cercato di fotografarne i personaggi e i sentimenti sforzandomi di trovare una posizione che non fosse né moralista né da maudit, cercando di rispettare la posizione di chi si droga quanto quella di chi ha paura di perdere un amico.

L’UNICA OLTRE L’AMORE

Ho un documento word di circa duecento pagine che contiene tutte le riscritture di questo brano: il percorso che dall’idea iniziale ha portato alla stesura finale della canzone è stato estremamente impegnativo.

Sono partito da una questione molto personale, una riflessione sulla mia identità, che poi ho pensato di generalizzare: ogni volta che ci penso bene, l’unico motivo per cui per me valga davvero la pena di sentirmi opposto a qualcuno è capire che non condividiamo la stessa postura nei confronti di chi perde. Detta così sembra una cosa eclatante ma in realtà intendo un atto dello spirito molto piccolo, ai confini dell’istintivo, che non si traduce per forza nel diventare frati francescani: per questo ho utilizzato il verbo “simpatizzare”.

L’unica oltre l’amore è una posizione politica e romantica, poetica e civile e mi sembra la canzone che più di tutte racchiude le due anime del disco, anche per questo è stata scelta come primo singolo.

MIA

È una canzone sul desiderio e su alcuni meccanismi molto basici di attrazione/repulsione che a volte regolano certi rapporti e ne rendono l’approfondimento quantomeno tortuoso.

Nella chiusura di questa canzone mi sembra di essere riuscito a dire in cosa penso che consista il cuore del mio lavoro di cantautore.

ADAMO

Fin da quando ho composto Eva (prendendo spunto da Il diario di Eva di Mark Twain) avevo in mente di scrivere anche una canzone dove fosse Adamo a parlare.

Non so spiegarne il motivo ma invece di rispondere ad Eva (forse perché non ne è in grado) Adamo si rivolge a Dio e in questo brano il Paradiso non è più – come in Eva – una metafora dell’innamoramento ma rappresenta l’infanzia e la prima giovinezza – viste come momenti di comunione perduta di Adamo con suo padre e, di rimando, dell’Uomo con Dio.

È forse il brano del disco di maggiore complessità musicale: ho avuto da subito l’intenzione di far compiere all’ascoltatore, nel corso della canzone, una specie di viaggio attraverso “stanze” molto diverse tra loro ma abbiamo impiegato molto per riuscire a tenere insieme tutte le suggestioni che volevo dare.

DUE SEGRETI

Il riferimento di questa canzone è un certo tipo di ballad classica che mi sembra abbia la sua espressione massima in Jacques Brel e dalla scrittura del brano fino all’arrangiamento ho cercato di connettermi con quel mondo.

È una canzone molto malinconica e un po’ pessimista riguardo le effettive possibilità che due persone hanno di incontrarsi veramente e fino in fondo.

LE ELEZIONI POLITICHE DEL 2018

Ho scritto parte di questa canzone nel periodo in cui è stata votata la Brexit nel Regno Unito e Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti.

Come molte persone intorno a me, ero scioccato da quanto stava succedendo: mi sembrava al di là dell’immaginazione, come un libro di Philip K. Dick o una puntata di Black Mirror.

Quando – in seguito – l’Italia si è avvicinata alle elezioni, il quadro mi sembrava altrettanto distopico e lo smarrimento forse anche maggiore e ho pensato che quel momento fosse perfetto per rappresentare una situazione più generale e il mio modo di sentirmi rispetto ad essa, che ho cercato di raccontare attraverso gli occhi di una coppia ipotetica di miei coetanei.

RAGAZZI

Diventare adulti e in cosa questo consista è da sempre un argomento che mi appassiona. Giorgio Gaber una volta ha affermato che la cosa che si sentiva di augurare maggiormente alla propria figlia – “in questi anni di giovanilismo imbecille” – era di diventare adulta.

Smettere di essere ragazzi e di percepirsi come tali mi sembra un’impresa difficile da sempre per tutti e sicuramente in questo momento storico in cui più rimaniamo giovani più siamo efficienti come consumatori è connotata anche politicamente.

Allo stesso tempo è impossibile non pensare con commozione a quella parte della vita in cui tutto è “in potenza”.

Volevo scrivere una canzone che guardasse a quella stagione con tenerezza ma senza nostalgia, da una posizione diversa ma altrettanto stimolante.

ANCIENT SOCIETY

Il testo di Ancient Society è preso interamente da un libro del 1877 scritto dall’antropologo americano Lewis H. Morgan e la canzone si intitola come il libro.

Ho trovato queste parole nella pagina finale di un altro libro – L’origine della famiglia e della proprietà privata di Friedrich Engels – e ho pensato immediatamente di farne una canzone.

Mi sembrano parole bellissime anche per la loro estrema sobrietà: non è un testo che si scaglia contro la proprietà privata o a favore di una populistica uguaglianza ma semplicemente, con buonsenso, pone agli occhi del lettore i pericoli di una corsa alla ricchezza senza regole – esattamente quella che purtroppo ha caratterizzato i quasi 150 anni che ci separano dal libro di Morgan.

https://www.instagram.com/giovannitruppi/

 

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