COR VELENO: “Questo disco non segna una Reunion, perché i Cor Veleno non si sono mai sciolti”.

COR VELENO: “Questo disco non segna una Reunion, perché i Cor Veleno non si sono mai sciolti”.

I Cor Veleno, un ritorno atteso dopo un periodo difficile.

Il ritorno sulle scene dei CoR Veleno è stato salutato con gioia e attenzione da parte di pubblico e critica. Un ritorno atteso, dopo la prematura dipartita di Primo, un ritorno difficile dal punto di vista emotivo. Eppure, ciò che ne è conseguito è stato un album pulito e sincero, che alza l’asticella di quel rap che bisognerebbe promuovere.

 

Tornano i Cor Veleno e questo ritorno ha segnato una certa attenzione. Avete capito il perché?

Me ne sono reso conto nel tempo, quando si è ammalato Primo e poi con la successiva scomparsa purtroppo, la gente ci ha sempre chiesto di continuare. Quando è uscito il disco ci hanno subissato di affetto e non mi aspettavo così tanto. Siamo una band già da qualche tempo, e non necessariamente una band lascia il segno. Vedere ragazzi giovanissimi che sotto il palco cantano le canzoni degli album prima ci fa capire qual’è la missione di fondo della musica e il fatto che possa avere una traiettoria a lunga gittata. Ci sono molti ragazzi che vogliono sentire un rap, non a scapito di quello che va, nonostante questo c’è ancora spazio per un certo tipo di rap. Io e Squarta ci siamo detti che è stata la cosa giusta.

Ultimamente si fa spesso una distinzione di genere nel genere. Cos’è oggi il rap?

C’è stato un ricambio generazione, ci sono ragazzi ventenni che hanno molte cose da raccontare ed è giusto che sia così. Oltretutto, non è una polemica, rispetto a scenari di qualche anno fa sono subentrati tantissimi manager che hanno poco a che fare con il rap ma hanno capito che questa cosa qua funziona e supportano nuovi artisti lì dove è più facile far accrescere virtualmente l’attenzione verso il nuovo. Sul palco noi mettiamo “la ciccia”, le cose concrete. Molti di questi emergenti hanno le skills, la capacità di tenere testa e fr vibrare il pubblico ed è quello che noi cerchiamo da sempre di fare: portare in scena qualcosa di autentico e che arrivi alla gente. 

Chi trovi sotto palco oggi?

Sotto al palco trovo tantissima gente che ha bisogno del rap che mancava, sono convinto che ci sia uno spazio enorme per tantissimi artisti che propongo qualcosa di diverso rispetto a ciò che è ora di moda. E’ fondamentale, tutte le date sono state piene, abbiamo fatto città e province. E’ ciò che percepiamo come band. Vediamo moltissima energia. Come persona, sono molto contento perché ciò che stiamo facendo è solo un tentativo, a livello musicale, sia sul disco che sul live, di portare all’ascoltatore tutto questo progetto che era iniziato con Primo e non avevamo ancora potuto portare a termine. 

Un disco sincero, autentico in cui avete azzardato per alcune collaborazioni vedi Roy Paci e Giuliano Sangiorgi. Quanto conta alzare l’asticella e mettersi in gioco in un disco non facile emotivamente?

La situazione che non deve mai sedurre chi fa musica, arte, intrattenimento è quella della zona comfort. Noi avremmo potuto fare un album andando a prendere le cose che avevamo più sicure da offrire come sound e featuring. Invece le cose più belle avvengono quando azzardi, e ti regalano lo stimolo che cerchi. E’ stato fantastico vedere la naturalezza dei rapporti creati negli anni. Vedere loro all’opera su ciò che era stato creato, tra arrangiamenti e suono, è stato straordinario. Niente in cambio mostra benissimo la distruzione di genere. E’ arrivata nel momento giusto. Oggi il rap ha sbancato le classifiche ma a noi interessata fare musica. 

Dopo il tour cosa succede?

Il tour prosegue tutta primavera ed estate. Abbiamo tante idee al momento che stiamo fissando in studio. Non abbiamo mai detto di smettere. Questo disco non è una reunion perché i Cor Veleno non si sono mai sciolti, abbiamo attraversato una fase critica e delicata ma pensiamo di portare avanti la nostra musica. 

 

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