Dark Mode Light Mode

CANZONI DELLA SETTIMANA: le nuove uscite discografiche (13 Marzo) #NewMusicFriday

Vol. 11-2026 di Newsic Friday – le nostre pagelle dei primi ascolti del venerdì. 40 brani per tutti i gusti: dal ritorno di Madame al pop di Annalisa, Emma e Rkomi e Fulminacci, fino alle visioni elettroniche di James Blake e alla storia sonora di Kim Gordon.

LA PLAYLIST 

LE PAGELLE BRANO PER BRANO

New Jazz Underground – Voto 8,00 – Il trio intreccia jazz preciso, capace di fondere tradizione e innovazione, dove improvvisazione e groove si incontrano con naturalezza. Intensità, eleganza e audacia. Classe! 

Advertisement

James Blake – Voto 8,00 – Visione sonora proiettata in avanti: James Blake scava nell’intimità e la trasforma in architettura elettronica. Intenso, introspettivo, sempre in bilico tra fragilità e ricerca. Futuro che respira già nel presente.

Kim Gordon – Voto 8,00 – Kim Gordon mantiene la tensione dell’avanguardia: avant-rap e footwork si intrecciano in un approccio concettuale, dove sperimentazione sonora e struttura ritmica trovano un equilibrio instabile ma affascinante.

Madame  – Voto 8,00 – Un synth ossessivo apre la fenditura, batteria satura e filtrata che raschia. Madame trasforma il dubbio in materia sonora. Confessione scabra, quasi diaristica, dove la frattura diventa riflessione. Niente redenzioni facili, solo domande che bruciano nel mix. Pop obliquo, nervoso, consapevole. Piacevolmente spiazzante!

Thundercat – Willow – Voto 8,00 – Thundercat e WILLOW costruiscono un live etereo: basso fluido, chitarre scintillanti e armonie sospese. Groove aperto, interplay raffinato, virtuosismo mai ostentato. Eleganza funk contemporanea.

Sienna Spiro – Voto 8,00 – Sienna mette in mostra classe e misura: voce elegante, controllo emotivo, scrittura che tiene insieme tradizione e pop contemporaneo. Un equilibrio raro, raffinato, intimo, avvolgente senza perdere immediatezza.

Malik Djoudi –  Andrea Laszlo De Simone – Voto 7,50 – Un electropop sofisticato e liquido. Rielaborazione elegante, dove tensione emotiva e lucida sperimentazione convivono senza eccessi. Sontuosa.

Arlo Parks Voto 7,50  – Arlo trasforma la pista in confessionale: club notturni, synth modulari e groove house diventano cornice per malinconia e desiderio. La scrittura resta poetica, lucida, intrecciando euforia ed introspezione. Eleganza e immersione coesistono. Ipnotica.

Olof Dreijer – Voto 7,50 –  Olof Dreijer traccia un percorso solista vibrante, tra pulsazioni club e esplosioni di colore sonoro. L’elettronica resta tagliente, ritmica e incisiva, mantenendo la firma riconoscibile dei Knife (il progetto con la sorella) senza indulgere in nostalgia. Elettrica.

Robyn  – Voto 7,25 – Robyn trasforma la maternità in pop punk lucido: tensione emotiva e riferimenti a Kraftwerk si intrecciano in una rilettura cruda e senza filtri. Sintesi perfetta di esperienza personale e ritmo robotico.

Jack Harlow – Voto 7,25 – Il rapper reinventa flow e suono, più riflessivo e audace. Un ottimo esercizio di stile tra sonorità urban e retrosuoni jazzy. 

Sans Soucis – Voto 7,25 – Sans Soucis avvolge sempre con delicatezza: intensità e introspezione si fondono in un pop sensibile, in questo caso chitarra e voce. Una carezza sonora che non si impone ma resta impressa

AinéFilippo Bubbico e Lauryyn Voto 7,25 – Ainé, Filippo Bubbico e Lauryyn costruiscono un soul minimalista e avvolgente. Fragilità e fiducia si intrecciano tra mantra vocali e spazio sonoro calibrato, trasformando l’amore in guida emotiva. Intimità controllata, dolcezza rara. Luminosa.

Lamante  – Voto 7,25 – Lamante coltiva un intimismo rarefatto. Archi del Quartetto di Torino, produzione limpida di Taketo Gohara, registrazione in chiesa sconsacrata che amplifica la sospensione. Un romanticismo cosmico, fragile ma lucido.

Bleachers  – Voto 7,00 – Jack Antonoff e soci costruiscono un pop rock che affonda radici in Springsteen e Billy Joel, tra epica urbana e melodie nostalgiche. Il brano vive di riferimenti consapevoli, ritmi incisivi, un sax molto anni ottanta e sentimento calibrato. 

Sean Solomon  – Voto 7,00 –  Sean Solomon rovista negli archivi familiari e ne estrae un pop intimista, sostenuto da memorie domestiche trasformate in immagini. Il gesto è sincero, la scrittura resta misurata, quasi trattenuta. Emozione sobria, più ricordo che rivelazione. Nostalgica.

Brigitte Calls Me Baby – Voto 7,00 – La band scava nella psiche con un pop che sa di new wave e malinconia romantica. La canzone vibra di inquietudine domestica e isolamento. Elegante, forse troppo composta per ferire davvero.

Fulminacci – Voto 7,00 – Pop arioso ma non superficiale. Fulminacci lavora sulla leggerezza senza cadere nel dozzinale: scrittura pulita, passo melodico naturale. Un cantautorato classico che trova ancora un modo credibile di stare nel presente.

Charlie Puth – Voto 6,75 – Charlie Puth confeziona pop leggero e rassicurante: melodie pulite, produzione lucida, mestiere evidente. Contemporaneo e funzionante, anche se raramente rischia davvero. Il feat con Hikaru Utada viaggia in quella direzione. 

Lorenzo BITW – Rosita Brucoli – Voto 6,75 – Il drum’n’bass anni ’90 diventa veicolo di malinconia e urgenza narrativa. Italiano ed elettronica si intrecciano con misura, la memoria sentimentale si fa texture sonora più che racconto lineare. Intensità misurata, lucida.

cmqmartina – Voto 6,75 – Amore raccontato senza cliché su battiti elettronici da club. cmqmartina mescola fragilità e tensione dance con una buona scrittura meno prevedibile della media. Atmosfera notturna, equilibrio.

Roshelle – Voto 6,75 – Roshelle racconta una fuga necessaria: Sola tra le nuvole è sospensione emotiva, fragilità che cerca aria. Pop intimo e malinconico dove la solitudine diventa spazio di ricostruzione. Un distacco che prova a farsi rinascita.

Annalisa – Voto 6,50 – Synth anni Ottanta e ironia identitaria. Annalisa gioca con l’immagine pubblica tra “suora” e “pornodiva”, raccontando un amore tossico e giudizio nello stesso specchio. Pop elegante, concettuale nello stile Annalisa. 

Emma – Rkomi Voto 6,50 – Emma e Rkomi incrociano due timbri opposti: lei piena e frontale, lui più sghembo e trattenuto. Ballad sul logorio di un amore finito, scritta con misura ma senza graffi memorabili. Corre corretta, resta in superficie.

Mara Sattei – Elisa – Voto 6,50 – Urban melodico e intreccio vocale calibrato. Mara Sattei porta il suo timbro contemporaneo, mentre Elisa alza il baricentro con eleganza e controllo. L’incontro nobilita il brano, anche se resta più corretto che memorabile.

Vaz Te – Tedua  – Voto 6,50 – Urban chemistry tra amicizia e tensione: Vaz e Tedua si completano a vicenda su beat calibrati, creando un brano solido che funziona senza eccessi.

Flam Boy – Voto 6,50 – Flam Boy costruisce un indie pop lieve, attraversato da simboli naturali e un misticismo domestico. L’idea della relazione come immersione funziona, ma la scrittura resta più evocativa che incisiva. Atmosfera curata, tensione moderata. Evanescente.

Alberto Moscone Voto 6,50 – Con “Il giorno del mio compleanno” Alberto Moscone fotografa una solitudine generazionale: telefoni muti, feste svuotate, il mondo che scorre altrove. Chitarre alt pop e malinconia controllata. L’idea è nitida.

La Gente  – Voto 6,50 – La Gente abita la zona grigia dell’identità e della vulnerabilità. Dialogo trasfigurato in racconto sonoro, il brano sfiora il cuore senza semplificare, tra stanchezza emotiva e tensione sottile. Esempio di introspezione lucida, senza concessioni.

Kacey Musgraves Voto 6,25 – Il country si fa misura e nostalgia calibrata, contaminato da bluegrass e pop. Brano elegante, lieve e corretto, ma incapace di lasciare un segno profondo oltre la superficie sonora. Gentile.

Salba – Voto 6,25 – Salba fonde elettronica e piano in un’indagine notturna sulla città come spazio mentale. Ritmo e introspezione si intrecciano, tra ambizione e smarrimento, senza mai scadere nella retorica. Atmosfera cinematografica, tensione controllata.

Morama Voto 6,25 – Morama fonde UK garage e stratificazioni vocali in un pop notturno e nervoso. Testo minimale, mantra urbano, inserto tedesco che allarga lo spazio emotivo. Brano essenziale, elegante ma mai esplosivo. Sospeso.

Primogenito – Voto 6,25 – Primogenito racconta l’innocenza e il primo amore in Principessa della ferraglia: dolcezza e ironia si mescolano, tra il sapore amaro del cuore e quello del ferro. Cantautorato italiano e influenze anglosassoni si fondono in scrittura limpida e giocosa.

Elettrica – Voto 6,25 – Con Meganuvole gli Elettrica portano a compimento la loro deriva sperimentale. Chitarre indierock tese, produzione ruvida di Davide Autelitano. Il tema è il sovraccarico contemporaneo, tra cinismo e anestesia sociale. L’idea c’è, il morso meno: resta più atmosfera che ferita. Irrequieta.

Tony Effe – Side Baby – Sick Luke  – Voto 6,25 – Dark trap che riattiva la memoria della Dark Polo Gang: stessi stilemi, stessa ombra urbana, stessa tensione. Tony Effe, Side Baby e Sick Luke insistono su un’estetica tossica e ossessiva. Atmosfera coerente, ma il déjà-vu pesa in un contesto completamente cambiato.

Heartman – Nerone – Lie O’Neil  – Voto 6,00 – Heartman e Nerone uniscono trap e urban: energia e introspezione si intrecciano tra fragilità e affermazione personale. Alternanza di tensione e consapevolezza, autenticità costante.

VIADELLIRONIA – Voto 5,50 – Le VIADELLIRONIA puntano su un rock diretto, con chitarre anni ’90 e testo dichiaratamente politico. L’intento è netto, la metafora dell’Orsa Maggiore funziona. Manca però profondità nella scrittura e la tensione resta superficiale.

https://open.spotify.com/intl-it/track/5XzS5QmnzhAyYkVndZro5Y?si=5ae66d4932e6469f

The Pussycat Dolls – Voto 5,00 – Il ritorno delle Pussycat Dolls produce un pop patinato e prevedibile, privo di mordente. La nostalgia non si trasforma in energia, il risultato suona convenzionale e innocuo. Il finale sembra Justin Timberlake con Like A Love You accelerato.

https://open.spotify.com/intl-it/track/3HAgfy0mpuFR8rk4X1da7t?si=23de496090ea43f8

Etta  – Voto 5,00 – Etta impacchetta l’autobiografia in chiave nu metal. Chitarre tese, nervo emotivo dichiarato, il ritornello di Happy Birthday piegato a mantra inquieto. L’idea funziona a metà: la confessione resta acerba, più sfogo che scrittura. Irrisolta.

Kay –  Voto 5,00 – Kay mescola soul e hip hop in un sound stratificato, dove la voce diventa protagonista assoluta. Atmosfera avvolgente ma la scrittura resta debole e inesistente. Curato, ma poco incisivo. Annacquato.

Add a comment Add a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous Post

SAL DA VINCI in concerto questa estate nelle Arene [Info e Biglietti]

Next Post

Recensione: ENRICO NIGIOTTI - “Maledetti Innamorati”

Advertisement