Cinquant’anni dopo Ma il cielo è sempre più blu, Rino Gaetano continua a essere una presenza anomala e irriducibile nella musica italiana.
Una voce ruvida, ironica, capace di trasformare il nonsense in critica sociale e la canzone d’autore in un dispositivo di osservazione del proprio tempo.
Questa sera, mercoledì 9 settembre 2026, Rino Gaetano Sempre Più Blu arriva per la prima volta in televisione, in prima serata su Rai3.
Il film, scritto da Giorgio Verdelli e Luca Rea e diretto dallo stesso Verdelli, non procede secondo la grammatica tradizionale della biografia musicale. Più che ricostruire una carriera, prova a restituire la complessità di un artista che ha attraversato gli anni Settanta con una scrittura capace di tenere insieme satira, poesia, provocazione e malinconia.
Al centro del documentario ci sono materiali inediti e testimonianze personali, tra cui taccuini privati e l’estratto di una traccia mai pubblicata, Un Film a Colori – Jet set. Frammenti che contribuiscono a spostare lo sguardo dal personaggio pubblico all’uomo, evitando di ridurre Gaetano alla caricatura del cantautore con il cilindro e la bombetta.
LA SINOSSI
Il racconto coinvolge la sorella Anna Gaetano e il nipote Alessandro, insieme a musicisti e amici che hanno condiviso con Rino una parte della sua parabola artistica: Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis, Foffo Bianchi, Ernesto Bassignano e la fotografa Donatella Rimoldi. A loro si aggiungono artisti di generazioni successive come Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere, Napoleone e Giordana Angi, chiamati a misurarsi con un’eredità che non sembra avere perso la propria capacità di disturbare.
Un altro asse del documentario è affidato a Tommaso Labate, che a bordo di una Fiat 128 attraversa la Calabria di Gaetano e ricostruisce il clima culturale e sociale dell’Italia degli anni Settanta insieme ad Andrea Scanzi, Pietrangelo Buttafuoco e Carlo Massarini. La dimensione più intima emerge invece attraverso le voci di Peppe Lanzetta, Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino.
A tenere insieme il racconto è soprattutto la musica. Aida, Tu forse non essenzialmente tu, Berta filava, Nuntereggae Più, Agapito Malteni il ferroviere, Mio fratello è figlio unico, Ahi Maria, Ad esempio a me piace… il Sud, Gianna e A mano a mano diventano materiale narrativo prima ancora che repertorio.
Prodotto da Sudovest Produzioni e Indigo Film in collaborazione con Rai Documentari, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission e del Ministero della Cultura, Rino Gaetano Sempre Più Blu è stato selezionato nella Shortlist 2026 dei Premi David di Donatello nella categoria Miglior Documentario.
Da molto tempo volevo realizzare un documentario su Rino Gaetano», racconta Giorgio Verdelli, ricordando di averlo conosciuto nel 1978 e di aver ricevuto da lui un provino della versione inglese di Gianna. L’obiettivo, spiega il regista, era raccontare Rino «a 360 gradi», immerso negli eventi degli anni Settanta e nelle sue passioni musicali, da Pino Daniele a Bob Marley fino a Enzo Jannacci.
È proprio qui che il film trova il suo punto più interessante: nella distanza tra il mito ormai sedimentato e l’artista reale. Gaetano non appartiene soltanto alla memoria della canzone italiana. La sua scrittura continua a funzionare perché non offre consolazioni definitive. Sorride mentre mette in discussione ciò che lo circonda, costruendo canzoni in cui l’assurdo spesso appare più realistico della realtà.
A cinquant’anni da Ma il cielo è sempre più blu, il documentario di Verdelli prova così a riportare Rino Gaetano fuori dal monumento celebrativo. Non per renderlo contemporaneo, ma per ricordare quanto, in fondo, lo sia sempre stato.
TRAILER
IN ONDA
MERCOLEDI’ 9 SETTEMBRE
IN PRIMA SERATA SU RAI3