Enrico Nigiotti chiude a Lodi il tour nei teatri dimostrando che il suo posto è il palcoscenico.

Enrico Nigiotti, da qui in avanti Nigio, ha concluso il tour nei teatri. Quando il suo nome è stato annunciato da Conti per il Festival di Sanremo, ho creduto che avrebbe cancellato il tour, qualcuno più ruffiano sicuramente l’avrebbe fatto. Nigio, invece, è andato avanti per la sua cocciuta strada dimostrando che il suo posto è il palco.
Un silenzio sacrale lo accoglie al teatro alle Vigne di Lodi. Un silenzio, che ha il sapore di trepida attesa. Il suo pubblico, donne, ragazze, coppie, bambini, generazioni a confronto con occhi puntati al palco. Il tutto esaurito (vero tutto esaurito), la platea stipata di occhi. Parte l’intro un mash-up uptempo corale in cui scorrono le frasi dei suoi brani più celebri per poi esplodere, senza chiedere permesso con Bomba.
Si passa velocemente da un brano all’altro, con qualche parola ad accompagnarli Nel silenzio di mille parole, Complici, Ninnananna. La platea, che cerca compostezza, inizia a scalpitare a cantare a partecipare. Grandi applausi, sinceri. Alcuni brani vengono rivisitati, la malgama comunque è un rock and blues. Una nota di merito va ai musicisti che Nigio ha deciso di portare in tour: Mattia Tedesco (chitarra), Fabiano Pagnozzi (piano), Steven Viol (batteria).
Nigio non si risparmia nè musicalmente, nè vocalmente, tanto che mi chiedo durante tutto il concerto come farà ad affrontare Sanremo?. Quello che c’è da dire e che forse si sottolinea poco, è che oltre essere un cantautore, Nigio è un bravissimo chitarrista
“Vivere di musica era come camminare sull’acqua. Per tutti come me che continuano a camminare in salita”.
L’Amore è, Baciami Adesso, Nonno Hollywood, Tu sei per me le canzoni più attese. Eh sì, Nonno Hollywood meritava di più da quel Festival, ma poco importa perchè quello che conta è lo sguardo commosso della ragazza di fianco a me che non trattiene le lacrime. E’ la mamma di fronte con la figlia in braccio che ninna sulle note di Ninnananna. È il signore che prende le mani alla moglie cantando Tuo Per Sempre. Sono le mani su L’isola che non c’è, unica cover del set.
Forse è vero, Nigio deve stare sul palco, tra la gente, deve cantare , deve avere tra le mani il suo strumento. Irruento e verace, che sembrava una facciata o un copione, ma lui è proprio così.
LA SCALETTA
Bomba
Nel silenzio di mille parole
Complici
Ninnananna
Un altro giorno
E sarà
In punta di piedi
L’Amore è
L’isola che non c’è
Baciami Adesso
La ragazza che raccoglieva il vento
Campari soda
Notturna
Occhi grandi
Nonno Hollywood
Passatempo
Tuo per sempre
Tu sei per me
Buona notte
Devo prendere il sole
L’ Amore è