Raggiungere il quattordicesimo capitolo discografico senza scivolare nello scontato e nella nostalgia è un esercizio di equilibrismo che Federico Zampaglione e la sua forma sonora dei Tiromancino affronta con la sicurezza di chi non ha più nulla da dimostrare nel panorama del pop d’autore italiano.
“Quando meno me lo aspetto” si impone come uno dei lavori più compiuti della sua carriera recente, un disco che attraversa con disinvoltura generi e suggestioni: dal blues al rock, dal country all’elettronica, dal reggae alle sfumature tipiche della canzone d’autore anni ‘70.
Undici brani inediti compongono un mosaico coerente e sapiente, in cui ogni pezzo diventa racconto di intimità, timori, rinascite e nostalgie, ma anche osservazione critica di un mondo ossessionato dall’apparire, in cui la passione autentica fatica a trovare spazio. Il dialogo tra memoria e presente emerge chiaramente in brani come Una Vita e Gli alieni siamo noi, frutto della collaborazione con il padre Domenico, che restituiscono uno sguardo adulto, consapevole e mai banale, sulla precarietà dei legami e sulle dinamiche di una società che costruisce e brucia nuove star con meccanica impietosa.
I testi di Zampaglione descrivono il mondo dalla prospettiva di un cinquantenne consolidato, tra dubbi e incertezze, ma sempre con un barlume di speranza. L’album mostra un’artista che sa modulare malinconia e ironia, intimismo e denuncia, senza cadere nel patetismo.
La presenza di ospiti come Simona Molinari e Mario Donatone non sa di “operazione commerciale”, ma di jam session fissata su nastro per puro piacere estetico.
Lo stesso Zampaglione racconta il processo creativo:
Quando meno me lo aspetto è nato dovendo lottare contro qualcuno che non aveva la minima intenzione di farlo: me stesso. Dopo tanti anni nella musica, pensavo di essermi esaurito sul piano dei dischi, pronto a concentrarmi su concerti, singoli e cinema. Poi la vita ha deciso diversamente. Mi sono chiuso in studio con Leo Pari e Simone Guzzino, liberando canzoni accumulate nel tempo. In totale libertà, senza fretta né pressioni, ho messo dentro tutta la musica che amo. Mai titolo fu più appropriato”.
L’album conferma la capacità di Zampaglione di rinnovarsi senza tradire la propria cifra stilistica, mescolando mestiere e autenticità in un pop d’autore maturo, curioso, mai compiacente.
Un lavoro che mantiene alta la soglia qualitativa di un’artista che sa ancora sorprendere chi lo segue da sempre.
“Quando meno me lo aspetto” ecco che arriva un bel disco di pop italiano!
TRACCIA PER TRACCIA
SCOMPARIRE NEL BLUES
“Il blues come antidoto ad una società che ti schiaccia, che ti pone ogni istante in conflitto con te stesso e con gli altri. Già, il blues…In questa musica diabolica ho sempre trovato pace, chiudendo gli occhi e immergendomi lì dentro fino a scomparire”.
STO DA DIO
Il brano dal forte sapore blues, genere molto amato da Zampaglione che, in questo caso, usa la mitica chitarra Dobro. Il testo è scritto con Franco 126 e la musica con Andrea Pesce.
“Vuoi sapere come sto? Sto da Dio! Me ne accorgo perché da un bel po’ di tempo non cerco più conferme, mi basta chiudere gli occhi la notte, pensando che sarò felice di riaprirli nei miei panni”.
QUANDO MENO ME LO ASPETTO
“Camminarsi dentro in una notte romana di vicoli e portoni… di cani vagabondi sul Lungotevere deserto. Una notte di quelle che ti parlano all’orecchio, sussurrandoti che in fondo il bello della vita può ancora arrivare … ma solo quando meno te lo aspetti”.
MI RITUFFO NELLA NOTTE
La canzone ha degli echi “battistiani” e il testo è velato di ironia.
“Questa canzone è nata di getto in una notte, dopo una discussione con mia moglie. Lei mi chiese arrabbiata: “che fai senza di me?”. Io l’ho guardata…poi le ho risposto d’istinto e in modo ironico “mi rituffo nella notte. Peggiorai le cose, ma almeno nacque questa canzone, nottambula e vagamente anni ‘70”.
UNA VITA
Una sera d’inverno, un viaggiatore, la lampada di una sala d’aspetto.
“Tanti ricordi, amici scomparsi nel tempo, amori che riaffiorano e svaniscono di nuovo nella nebbia. Lui ascolta il suo cuore che batte e ribatte nella favola della vita che inevitabilmente lo spinge verso il domani”.
GENNAIO 2016
Gennaio 2016 è una ballata intensa e dalla forte impronta cantautorale, che s’inserisce perfettamente nel vasto repertorio di Federico Zampaglione. Il brano vede nuovamente la collaborazione con il pianista Andrea Pesce, con cui Zampaglione ha già firmato singoli come “Per me è importante” e “Imparare dal vento”.
“Un’istantanea che racconta dieci anni di vita. La mia vita e quella di coloro che, come me, hanno trovato un motivo per cui rialzarsi… una persona per cui svegliarsi. Ci sono amori che non ti salvano la vita, ma ti permettono di attraversare il buio”.
GLI ALIENI SIAMO NOI
“Gli alieni siamo noi, proiettati verso il cosmo, presto in viaggio tra le stelle… porteremo con noi un bagaglio, le nostre vite, la musica della terra, la speranza del mondo, e planeremo su terre sconosciute. Ma ci sarà anche lì un cielo di nuvole a colorare i sogni, un sorriso di donna, un mare?”.
TIZZO
“Hai finito il fiato dopo due riprese…ti sei già stancato? Guarda che si vede! Quindi è andata! e ora li sopra chi ti aiuta? ” .
“Questa è la mentalità del mio amico Emiliano “Tizzo” Marsili, un grande campione di pugilato che sul ring, come nella vita, ha sempre dato tutto. I tempi duri passano, i duri come Tizzo, restano”.
IL CIELO
Il brano è una soggettiva cinematografica: una finestra spalancata sulle paure più intime e sulla necessità di “tenersi stretti” per sentirsi meno precari. Il cantautore consegna alla musica e al testo, scritto con Franco 126, i pensieri più profondi, la ricerca degli affetti essenziali, dell’abbraccio che ciascuno vorrebbe portare con sé quando “in sala scende il silenzio” e così racconta: “Una finestra da cui intravedevo il cielo, era l’unica possibile evasione da quella camera di ospedale. Ho visto la morte in faccia e il cielo avvicinarsi. Così ho trovato le parole, poi gli accordi su una app di pianoforte. Mi sono aggrappato all’ idea di questa canzone e lei mi ha tirato fuori da lì”.
NUVOLE
“Il vento di fine estate ti sfiora il viso, scrivimi quando arrivi. Ti penserò e cadrà la neve. Poi tornerà l’estate e torneremo noi. Una canzone? Una favola romantica più che altro…”.
UN AMORE COSÌ
“Parlo al tempo, a me stesso, a quella parte del mio cuore che di notte non dorme mai. Rimane lì in silenzio tra sogni e ricordi, tra le note di una chitarra acustica e l’irresistibile malinconia di un trasognato sax”.
SCORE: 7,50
DA ASCOLTARE SUBITO
Scomparire nel Blues – Quando meno me lo aspetto – Nuvole
DA SKIPPARE SUBITO
Forse non avrei messo il reggae di Una Vita. Ma comunque si ascolta tutto bene!
TRACKLIST
Scomparire nel Blues
Sto da Dio
Quando meno me lo aspetto
Mi rituffo nella notte
Una vita
Gennaio 2016
Gli Alieni siamo noi
Tizzo
Il Cielo
Nuvole
Un amore così
DISCOGRAFIA
1992 – Tiromancyno
1994 – Insisto
1995 – Alone alieno
1997 – Rosa spinto
2000 – La descrizione di un attimo
2002 – In continuo movimento
2004 – Illusioni parallele
2007 – L’alba di domani
2010 – L’essenziale
2014 – Indagine su un sentimento
2016 – Nel respiro del mondo
2018 – Fino a qui
2021 – Ho cambiato tante case
2025 – Quando meno me lo aspetto