Il primo momento vero del Festival di Sanremo, quello degli ascolti dei brani in anteprima, quest’anno si è svolto negli studi RAI di Corso Sempione a Milano (nello studio di TV Talk, dicunt).
Ecco a voi una carrellata di commenti a caldo, a caldissimo. Che lo sappiamo già che a febbraio tutto cambierà. “Musicalmente c’è sicuramente più varietà”, dice Carlo Conti, conduttore e direttore artistico che interviene in una breve conferenza stampa prima dell’inizio della giornata.
I BRANI E LE PAGELLE
Tommaso Paradiso – I Romantici
Per il suo esordio, dedica d’amore firmata con Tropico e Davide Simonetta. Voci di bambini in apertura, testo e musica in suo perfetto stile, la dedica sembra essere sia per la figlia sia per la compagna. Romantica, appunto.
“Spero che ti arriverà davvero una musica dolce per i tuoi giorni malinconici”.
Voto: 6,50
Malika Ayane – Animali notturni
Sesto Sanremo (e due premi della critica Mia Martini in tasca), midtempo firmato Merk & Kremont, tra gli autori Edwyn Roberts. E con una catapulta finiamo in una giungla anni 80. Vi aspettavate la ballad? Eh no. Il ritmo è incalzante e veloce, la sua voce sempre inconfondibile.
“Lo vedi io e te, la strada è una giungla, puntiamo alla luna come animali notturni”.
Voto: 6,00
Sayf – Tu mi piaci tanto
Il rapper italo-tunisino Adam Sayf Viacava ci porta un brano tra street rap e cantautorato, da buon genovese cita Luigi Tenco e non solo. Primo pezzo di denuncia: in una società avida dobbiamo destreggiarci per amare.
“Noi siamo tutti uguali, al bar e a lavorare, figli di nostra madre, vogliamo solo amare. E in questa avidità e in questo dimostrare, tu mi piaci tanto”.
Voto: 7,00
Patty Pravo – Opera
Icona di musica e di costume, Nicoletta Strambelli arriva al Festival per l’undicesima volta (con 3 Premi della critica nel curriculum e 120 milioni di copie vendute nel mondo) con un brano firmato da Giovanni Caccamo. Un pezzo epico nel senso letterale della parola. Cantami, o diva Patty. È un inno alla vita, di consapevolezza del vissuto fino a questo punto.
“Semplicemente la vita, semplicemente pazzia. Cantami ancora il presente nella vita, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera”.
Voto: 6,00
Luchè – Labirinto
Il rapper napoletano Luca Imprudente esordisce all’Ariston con pensieri ossessivi in relazioni tossiche. Tra le firme, Tropico e Zef. Abbiamo il brano street urban, quota salvata.
“E quello che so di te nasconde un po’ di me, e anche se poi te ne vai non ti scordare di me”.
Voto: 6,50
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Al suo secondo Sanremo, firma una dedica d’amore. A un certo punto ho immaginato Elsa di Frozen apparire dietro Carlo Conti. Altra quota, quella Disney, ma il brano stupisce.
“Tutte le notti a dirsi le cose che non sai di me. La voce tua nei giorni tristi guarisce il mio disordine”.
Voto: 6,50
Francesco Renga – Il meglio di me
Introspezione, è alla presenza n.11, fra cui la vittoria nel 2005 con “Angelo”, una coi Timoria nel 1991 e in coppia con Nek nel 2024. Il brano è un altro in suo perfetto stile, se la resa live è come quella dell’inciso non dovrebbe essere male male male.
“Capita che sorride anche una lacrima”.
Voto: 5,50
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Dopo il duetto con Rettore in “Chimica” del 2022, Margherita Carducci torna con un pezzo ironico, impertinente, sfacciato, simpatico, coraggioso. E insomma, abbiamo la prima vera hit, un midtempo velocissimo con pause morbide in cui la voce è limpidissima.
“Io non so più cos’è normale o un’allucinazione, se sono matta io, non è che ho voglia di litigare ma ho come l’impressione di non potermi controllare”.
Voto: 8,00
Leo Gassmann – Naturale
Al terzo Festival (vinse nei Giovani nel 2020) e impegnato anche con una promettente carriera d’attore, Leo Gassmann arriva con la ballad giovane. Al momento quella più riconducibile alla balorda nostalgia dell’anno scorso.
“Non vale se ora mi guardi con quegli occhi lucidi e mi macchi la felpa con il nero dell’eyeliner, tu che sei più bella al naturale”.
Voto: 6,00
Sal Da Vinci – Per sempre si
Secondo Festival, a 17 anni da “Non riesco a farti innamorare”, è un inno al matrimonio firmato anche col figlio Francesco, oltre che con Federica Abbate e Alessandro La Cava, mentre la produzione è firmata da Merk & Kremont. Pronti a ballare, è un’altra “Rossetto e caffè”. Io ve lo dico.
“Saremo io e te per sempre, legati per la vita che senza te non vale niente. Non ha senso vivere con la mano sul petto, io te lo prometto davanti a Dio, saremo io e te, da qui, sarà per sempre”.
Voto: 6,00
Levante – Sei tu
Claudia Lagona torna per la terza volta all’Ariston. E lo fa con un pezzo sincero dei suoi. Manca un refrain riconoscibile, forse, ma l’intensità della voce ce lo fa dimenticare.
“Ah se potessi vederti coi miei occhi lacrimeresti tutto il mio stupore”.
Voto: 7,00
Tredici Pietro – Uomo che cade
Il figlio d’arte Pietro Morandi debutta sul palco dell’Ariston con un pezzo firmato insieme a Dimartino. Ciò che stupisce di più è la struttura del brano che si apre sul refrain. Altra quota urban, con l’asticella verso il pop.
“Chiudimi la porta in faccia, se rivedermi piangere un po’ ti rilassa”.
Voto: 6,50
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Quarto Festival per il cantautore toscano. Il brano, firmato con Pacifico, sembra essere un resoconto di vita vissuta e di consapevolezze acquisite. Ballad che si apre nello special.
“E se questa vita è un viaggio menomale che siete qui ogni volta che non so volare”.
Voto: 6,00
Samurai Jay – Ossessione
Il rapper partenopeo Gennaro Amatore arriva al debutto sanremese con un pezzo dalle sonorità latine, rap non pervenuto. Non ho capito il gioco ma potrebbe stupire.
“Come un’ossessione stanotte ritorni qui, al centro delle mie fantasie, ti amo solo di venerdì, bailando contigo asì”.
Voto: 5,50
Serena Brancale – Qui con me
Terzo Sanremo. Una lettera alla persona più importante della sua vita. Fra gli autori, Fiat131 e Salvatore Mineo. Scordiamoci “Anema e core”: “Qui con me” è un brano intimo con cui Serena Brancale torna alle sonorità delle sue origini musicali. Che voce!
“E se ti portassi via da quelle stelle per cancellare il tuo addio dalla mia pelle, scalerei la terra e il cielo, anche l’universo intero per averti ancora qui con me”.
Voto: 6,50
Arisa – Magica favola
Torna per la settima volta a Sanremo dopo un’attesa (sua e nostra) lunga un lustro (ha vinto nel 2009 nei Giovani con “Sincerità” e nel 2014 con “Controvento”, oltre a un secondo posto con l’indimenticabile “La notte” nel 2012), ricongiungendosi sia con la sua prima etichetta discografica (Warner) sia con Giuseppe Anastasi (suo ex compagno e autore dei suoi più grandi successi). A firmare il brano anche Galeffi e il duo di produttori Mamakass. “Magica favola” è racconto di una vita, cita i genitori più volte, è un bilancio, il suo “romantico disordine”.
“A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce, a quaranta voglio solamente ritrovare un po’ di pace”.
Voto: 7,00
Nayt – Prima che
Il rapper William Mezzanotte è alla prima volta al Festival. Il brano, prodotto da Zef, è quello forse più rap con note urban. L’urban dunque è sicuramente il genere più riconoscibile tra quello delle quote giovani in gara.
“Finchè sai cosa prendi non lo sai cosa perdi, forse è tardi dicevi, ce la fai? Non lo so”.
Voto: 6,00
Dargen D’Amico – AI AI
Terza tacca a Sanremo, con un brano che riporta all’intelligenza artificiale? Sicuramente. Si balla ma non è “Dove si balla”. (Curiosità: nel testo dice “raposo”. È un neologismo, non il calciatore brasiliano).
“AI AI cosa mi fai? Mi dici vieni qui poi te ne vai”.
Voto: 6,00
Raf – Ora e per sempre
Torna per la quinta volta nella città dei fiori (e a 11 anni dall’ultima partecipazione) con un brano autobiografico in cui parla della sua relazione sentimentale nata negli anni ’80 con la compagna. Quota old-pop. Esiste?
“Ora e per sempre amore mio, era previsto che sarei rimasto io, non avevamo molte probabilità ma siamo ancora qua”.
Voto: 5,50
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Entrambi napoletani ed entrambi al secondo Sanremo (il primo in coppia), raccontano un amore viscerale. Un refrain che ricorda la Brancale dell’anno scorso ma nel complesso forse potevamo farne a meno. Forse.
“Tu sei Napoli sotterranea, questa musica sale nel sangue carnale, d’amore si muore soltanto con te”.
Voto: 5,00
Bambole di pezza – Resta con me
Al debutto all’Ariston, la rock band al femminile è impegnata da sempre su tematiche femministe. Firmano il brano con Nesli e Simone Borrelli. C’erano forse altre aspettative, ecco. Ma c’è una quota rock romantica. E va bene così.
“Resta con me in questi tempi di odio, tu resta con me anche se tutto questo ci cambierà”.
Voto: 6,00
Fulminacci – Stupida sfortuna
Secondo Festival, torna dopo 5 anni con un brano autobiografico. E qui le aspettative sono state confermate. Prima delle due quote (vere) di cantautorato indie (che tanto hanno imperversato negli anni di Amadeus). Sarà bellissimo perdersi nel testo di “Stupida sfortuna”, ascolto dopo ascolto.
“E se mi stai ancora cercando, sono dove sono stato ieri, ho solo più pensieri, un po’ meno fiducia e qualche buona scusa”.
Voto: 7,50
Ermal Meta – Stella stellina
Torna dopo 5 anni a Sanremo (nona partecipazione se si considerano l’esordio con gli Ameba 4 nel 2006 e la partecipazione con La fame di Camilla nel 2010, oltre a una vittoria nel 2018 con Fabrizio Moro). Musiche anche di Gianni Pollex, produce Dardust. Secondo voi dice “la notte si avvicina?”. Spoiler: sì. Ma nel testo parla di guerra e attualità. Bene così.
“Oh, mia bambina, la notte è nera nera, la rabbia e la preghiera non basteranno più, dalla collina verrà una primavera, nel vento della sera ci sarai pure tu”.
Voto: 6,00
Elettra Lamborghini – Voilà
Al suo secondo Festival, arriva con un testo sulla celebrazione della vita firmato da Edwyn Roberts, Andrea Bonomo e Pietro Celona. Immancabile l’intro col suo nome in apertura. E a proposito di aspettative confermate, ci siamo anche questa volta.
“E allora viva viva viva la Carrà, ballare e poi finire giù per terra”.
Voto: 7,00
Chiello – Ti penso sempre
Il lucano Rocco Modello è al suo esordio al Festival e porta un brano che potrebbe essere stato scritto almeno quindici-venti anni fa, quando l’indie stava affacciandosi nella musica italiana contemporanea. Bellissima, un po’ una rivelazione.
“Pensi sia stato uno sbaglio venire sotto casa tua, non ho trovato il coraggio di dirti quelli che ho fatto”.
Voto: 7,00
Eddie Brock – Avvoltoi
Il romano Edoardo Iaschi, cantautore ma anche operatore turistico, è al suo esordio al Festival e arriva dal successo virale di “Non è mica te”. Con lui firmano Edwyn Roberts e Gianluigi Fazio. “Avvoltoi” è un altro Olly dell’anno scorso ma con più batteria. Anche in questo caso, imperversano le influenze dell’indie che fu.
“Ma se lo sai che scegli sempre quello che ti farà male, e resti sola dentro un letto da rifare per la paura che ti fa sempre scappare da tutto questo amore”.
Voto: 6,50
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
Coppia nella vita e nella musica, esordiscono all’Ariston e portano davvero la felicità e basta. Che bello che siano qui con un brano così che racchiude tutta la loro storia artistica.
“Baby, facciamo insieme una rapina per riprenderci tutta la nostra vita. Che cosa credi? Credo che la felicità ce la prendiamo e basta”.
Voto: 7,00
Fedez & Masini – Male necessario
Dopo il duetto nelle cover dello scorso anno su “Bella stronza”, Fedez (terzo festival, già secondo e quarto posto) e il veterano Marco Masini (è all’undicesima presenza, vincitore nei Giovani nel 1990 e nel 2004 nei Big) firmano il brano con Federica Abbate e Alessandro La Cava. Principali favoriti dai bookmakers, portano un brano che se Fedez non ci fosse stato sarebbe stato meglio. Pezzo egocentrico più che autobiografico ma ha un bel beat, farà la sua strada. Le voci insieme si fondono bene.
“La gente pudica giudica, che brutta gente che frequenta Fedez, ma ci si dimentica sempre che Giuda se la faceva con gente per bene”.
Voto: 6,00
Michele Bravi – Prima o poi
Al suo terzo Festival, Michele Bravi porta un dolce monologo sull’inadeguatezza e sulle conseguenze della fine di una storia d’amore. Sincero, troppo, di quelli che fanno piangere, proprio quelli. Frequenze sonore diverse, alti e bassi ben calibrati. Bravo bravo.
“Prima o poi smetterai che quando accendi la radio canti solo le canzoni ma degli altri, dovresti vergognarti che dopo anni non la smetti di mancarmi”.
Voto: 7,50
J-Ax – Italia starter pack
Dopo l’esordio nel 2023 con gli Articolo 31, Alessandro Aleotti esordisce da solista con “il pacchetto base per essere italiano”. Alla penna, insieme a lui, anche Andrea Bonomo. Sonorità country? Ce le abbiamo.
“Serve una brutta canzone che fa… pa pa parappa, mollare tutto a metà, qui per campare serve, un po’ di culo sempre”.
Voto: 5,50