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Recensione: ARI LENNOX – “Vacancy”

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“Vacancy” è un titolo che funziona come dichiarazione programmatica ma anche come trappola: suggerisce un’assenza, ma l’album è tutt’altro che vuoto.

Al terzo giro di boa discografico, Ari Lennox sceglie la via della sottrazione intelligente, firmando un lavoro meno immediatamente seduttivo di Age/Sex/Location (2022), ma più consapevole nella scrittura e nella gestione del proprio spazio espressivo.

Non è un disco che cerca il colpo grosso né l’allineamento alle dinamiche del pop-urban contemporaneo. Lennox resta fedele a un perimetro sonoro che intreccia soul, jazz e hip-hop di matrice anni Novanta, lavorando per sfumature più che per rotture. Il risultato è un album che privilegia l’ariosità e il dettaglio, a tratti più contemplativo che memorabile, ma sorretto da un lirismo arguto e da una sensualità mai esibita.

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La scrittura è uno dei punti di forza: giocosa senza essere frivola, carnale senza cadere nel cliché. Mobbin in DC apre il disco con un’eleganza da lounge singer e versi che mescolano disincanto e ironia (“You know where I be / This ain’t calculus / No ChatGPT”), chiarendo subito il tono del progetto. La title track Vacancy, mid-tempo R&B fluido e classicista, guarda agli anni Settanta con una produzione lussureggiante a firma Jermaine Dupri, Bryan-Michael Cox e BoogzDaBeast che costruiscono una strumentale vellutata, arricchita da fiati discreti e da un’intimità controllata.

Nel corso dei quindici brani, Vacancy alterna momenti di leggerezza riflessiva e improvvise aperture teatrali. Soft Girl Era e Pretzel sintetizzano bene questa doppia anima, mentre Under the Moon spinge Lennox verso un registro quasi performativo, ululante. Cool Down flirta con un ibrido reggae/R&B senza forzare la mano, mentre Horoscope — con il suo ritornello provocatorio — sembra pensata per una viralità da camera da letto più che da playlist algoritmica. Dreaming avvolge tutto in una patina porpora, languida, coerente con l’estetica del disco.

C’è spazio anche per un solo featuring, scelto con criterio: Company ospita Buju Banton, figura cardine della dancehall giamaicana, in un incontro che evita l’effetto cartolina e rafforza l’idea di un album che preferisce la qualità della connessione alla quantità delle collaborazioni.

Senza inseguire svolte o forzature, Vacancy rafforza la posizione di Ari Lennox nel panorama R&B attuale: un disco composto, consapevole, che lavora di dettaglio e conferma una cifra stilistica ormai definita.

SCORE: 7,50

DA ASCOLTARE SUBITO

Mobbin In DC  – Vacancy – Horoscope

DA SKIPPARE SUBITO 

50 minuti di coccole vellutate. 

TRACKLIST

Mobbin In DC 
Vacancy 
Pretzel 
Under The Moon 
High Key 
Twin Flame
Soft Girl Era 
Deep Strokes 
24 Seconds 
Cool Down 
Horoscope 
Wake Up 
Company – Feat. Buju Banton 
Dreaming 
Hocus Pocus

DISCOGRAFIA 

2019 − Shea Butter Baby
2022 – age/sex/location
2025 – Vacancy

VIDEO 

WEB & SOCIAL 

arilennox.com
instagram.com/arilennox/

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