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Recensione: DRY CLEANING – “Secret Love”

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I Dry Cleaning tornano con “Secret Love”, terzo album in studio, e lo fanno con un disco che non cerca consolazione né consenso: un’opera tesa, nervosa, attraversata da un’urgenza che non ha nulla di generazionale e molto di clinico.

La chitarra nodosa di Tom Dowse si muove come un Keith Richards privato di ogni residuo mitologico, disperso in un paesaggio post-industriale dove il groove è ridotto all’osso e ogni accordo sembra un’informazione trattenuta. La produzione di Cate Le Bon agisce come un reagente chimico: separa, isola, disseziona. Nulla viene ingrossato o reso “epico”. Al contrario, Secret Love vive di sottrazione e attrito, lasciando emergere l’identità di una band che ha fatto dell’amicizia una forma di resistenza estetica, non un brand.

Al centro resta Florence Shaw, voce e presenza che rifiuta qualsiasi idea di interpretazione emotiva. Il suo spoken word, impassibile e implacabile, eredita il rigore concettuale di Laurie Anderson ma lo priva di ogni astrazione futurista: Shaw è una testimone fredda, quasi notarile, che registra il collasso delle relazioni, la violenza sottile del linguaggio digitale, la fragilità cognitiva dell’individuo iperconnesso.

L’apertura Hit My Head All Day funziona da dichiarazione d’intenti: un brano che indaga la manipolazione, la vulnerabilità dei corpi e delle menti nell’ecosistema della disinformazione algoritmica. Non c’è denuncia esplicita, solo accumulo di segnali, come in un feed che non si può interrompere.

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Musicalmente e tematicamente, Secret Love procede per bruschi cambi di atmosfera: dal New Romanticism decostruito di I Need You alla spavalderia asciutta di The Cute Things, i Dry Cleaning confermano di essere una delle poche band post-punk capaci di usare la forma-canzone come dispositivo critico, non come rifugio nostalgico.

Nel complesso, questo non è più solo un disco, ma una trascrizione fonetica della paranoia contemporanea: il punto in cui il confine tra l’amico e il “sinistro sconosciuto” digitale si dissolve. In questo flusso di coscienza strumentale, i Dry Cleaning convocano i fantasmi del punk reaganiano per raccontare il fallimento della fiducia. Secret Love non seduce, non abbraccia, non rassicura. Brilla di una luce fredda, colta e abrasiva, e proprio per questo lascia il segno.

ps. 10 per la copertina del disco realizzata dall’artista Erica Eyres, pittrice canadese residente in Scozia. L’immagine raffigura la frontwoman Florence Shaw mentre qualcuno le tiene aperto l’occhio, suggerendo una messa a nudo visiva e concettuale che dialoga con i temi mnestici e attentivi del disco.

SCORE: 7,50

DA ASCOLTARE SUBITO

Hit My Head All Day – Evil Evil Idiot – I Need You 

DA SKIPPARE SUBITO

Il disco funziona e stupisce dall’inizio alla fine! 

TRACKLIST

A1. Hit My Head All Day
A2. Cruise Ship Designer
A3. My Soul / Half Pint
A4. Secret Love (Concealed in a Drawing of a Boy)
A5. Let Me Grow and You’ll See the Fruit
B6. Blood
B7. Evil Evil Idiot
B8. Rocks
B9. The Cute Things
B10. I Need You
B11. Joy

DISCOGRAFIA 

2021 – New Long Leg[7]
2022 – Stumpwork
2026 – Secret Love

VIDEO 

WEB E SOCIAL:

@drycleaningband

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