La scienza del collettivo napoletano Underground Science Naples si affina con “Scienza e coscienza”, un album che è la tappa di un percorso verso il conscious rap.

Underground Science Naples Scienza e Coscienza

Vi chiamate Underground Science Naples, il vostro ultimo disco si chiama “Scienza e coscienza” (e il singolo “Scienz’&Cuscienz”) e il precedente “Scienze sotterranee”. Raccontateci perchè questo continuo riferimento alla scienza e che significato ha in riferimento a voi.

Nel nostro caso, oltre al significato didattico, ce ne sono anche altri. “Scienza dell’underground”, ad esempio, non è un modo per etichettarci ma per esprimere al meglio da dove veniamo: dal basso, dall’underground. Anche da lì provengono cose fatte bene, realizzate proprio con “scienza e coscienza”.

Un pezzo dell’ultimo album si chiama “Una famiglia”: racconta come il mondo dell’underground hip hop napoletano sia affiatato e pronto ad accogliere sempre nuovi artisti. Davvero nessuna rivalità?

“Una famiglia”, non a caso, è un pezzo realizzato su un beat di Dj Simi e il ritornello è cantato da Shaone: stiamo parlando di due terzi dello storico gruppo “La Famiglia”. Insieme a Polo, sono stati tra coloro che hanno dato di più alla cultura Hip Hop, confermando che al di là de “La Famiglia” come gruppo, siamo proprio come una famiglia vera. Da qui il titolo della canzone.

Perchè definite Undeground Science Naples come collettivo e “movimento”?

Perchè non ci limitiamo al classico concetto di gruppo con una formazione standard. Siamo aperti a tutti, senza nessuna preclusione.

Avete anche avuto esperienze soliste, parallelamente al progetto Underground Science Naples…. avevate voglia di esplorare anche nuovi territori?

Pensiamo che ognuno di noi, nel rispetto degli altri e del prossimo, possa cimentarsi in quello che ritiene più opportuno, senza mai snaturasi.

Cosa troveremo nel nuovo disco “Scienza e coscienza”?

Concetti e mentalità. Perchè il rap, sin dagli esordi, è sempre stato portare di messaggi. Poi ognuno di noi è padrone della profondità o meno dei suddetti messaggi. Tueff è sempre più presente come beatmaker: in questo disco ha firmato 7 produzioni rispetto alle 3 di “Scienza Sotterranee”, anche se nel primo disco degli USN la sua strumentale di ” ‘A scienz’ da saittella” ha visto le featuring prestigiose di Enzo Gragnaniello e Franco Del Prete (Napoli Centrale / Showman).

Cos’è per voi il rap?

E’ qualcosa che ci appartiene così tanto che è sottile la linea tra l’essere stati scelti dalla cultura rap o aver scelto noi di fare rap. E poi è una delle discipline dell’Hip Hop che amiamo tanto e a cui dobbiamo moltissimo dal punto di visto umano e professionale.

Parlate spesso di meritocrazia nei vostri testi. Oggi i giovani non sono premiati per il loro talento, ma spesso si vedono passare avanti persone che non meritano di stare dove sono, eppure ci arrivano per vie “traverse”… che ne pensate?

La meritocrazia non esiste, ma non solo nella musica: è un elemento carente, purtroppo, in svariati settori di questo Paese.

Rappate in dialetto. Perchè questa scelta?

Il Napoletano è una lingua riconosciuta dall’Unesco. Anche se scriviamo pure in italiano, in questo disco abbiamo preferito usare il nostro dialetto, ma nulla ci vieta di fare altre scelte in futuro. Poi, esattamente come si ascolta musica straniera e si traducono i testi, si può fare lo stesso con il Napoletano. E se non è proprio tutto comprensibile, l’ascoltatore può “accusare” il nostro flow.

https://www.facebook.com/USN-Underground-Science-Naples-1759404081038474/

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