Uno dei brani più emozionanti, uno dei brani più incisivi ma anche uno dei brani meno cantati e, di conseguenza, uno dei brani meno sanremesi. Uno dei brani del genere, quest’anno, ce l’ha un giovane. Il suo nome è Mirkoilcane ma non chiedetegli perché si fa chiamare così. Vi risponderà: “È un segreto”.

Se uno ascolta una canzone e piange tutte le volte, c’è un problema. Che il problema sia l’ascoltatore o la canzone lo scoprirete voi domani. In realtà potreste già scopirlo ora, i brani dei giovani sono online già da mesi. Ma fossi in voi, aspetterei di vedere Mirko sul palco dell’Ariston. Intanto vi riporto la nostra chiacchierata di questa mattina. Poi però voglio sapere se devo rivolgermi a qualcuno per questa lacrima facile o se anche voi, almeno un po’, vi siete emozionati ascoltando quelle parole.

Hai vinto premi di vario genere. Il più recente è quello di Musicultura, tra i più ambiziosi. Perché Mirko canta soprattutto di “cultura”, di “società” o giù di lì?
Canto di queste cose perché penso che ce ne siano già tanti che cantano di.. amore. Non che io non ne canti ma sicuramente lo faccio in una percentuale bassissima.

Stiamo tutti bene” ha un testo forte. Trasmette un’ emozione che non ha eguali tra le canzoni in gara. Perché ci hai fatto questo?
È un atto vagamente dovuto. Quando mi si è presentata l’occasione di mandare un brano a Sanremo, avevo in testa questa canzone e un’altra più sanremese, diciamo. Ho scelto questa perché ho preferito mantenere una mia identità e oggi sono felice di essere arrivato qui “a modo mio”. Forse è stata una scommessa un po’ più grande ma, proprio per questo, vale molto di più!

Sì, perché dentro c’è paura, rabbia, tristezza, voglia di sincerità. Tutti sentimenti “negativi” ma avvolti in un’aura quasi di speranza che non credo di riuscire a spiegare io a dovere. Fallo tu, potrebbe essere anche merito del tuo “recitar cantando”?
Una parte di questa canzone è sicuramente merito del testo che è sì un po’ lungo ma si sposa perfettamente con la mia proposta di creare un brano in crescendo. L’attenzione, quindi, non dovrebbe mai calare perché parte da una cosa divertente ossia un bambino che gioca a pallone fino ad arrivare a cose assolutamente non divertenti. Però, insomma, la forma credo che in questo caso aiuti il testo: una canzone “cantata” con un testo così lungo sarebbe durata 9 minuti e non sarebbe arrivata da nessuna parte.

Come è nata “Stiamo tutti bene”?
La canzone è nata dopo una chiacchiera con una persona in un locale a Roma che frequento spesso. Lui mi ha raccontato di sua spontanea volontà la storia del suo viaggio che io mai avrei saputo immaginare. Poi io, un po’ anche per rispetto, non ho parlato della sua storia ma ho preso spunto da quello che lui mi ha detto. Però, ecco, la scintilla mi è scattata da lì e mi ha fatto prendere il quadernino e la penna e… e “Stiamo tutti bene”.

Cosa ti aspetti da questo Sanremo?
Non mi aspetto niente perché sennò poi ci rimango male. Sicuramente sogno di raggiungere più persone possibili. Io sono felice di essere qui con questa canzone che mi rappresenta molto ma spero anche che le persone si affezionino anche a me, alle mie canzoni, a quello che faccio, ai miei concerti.

Hai già dei progetti per il futuro prossimo?
Sì, primo tra tutti il mio secondo disco che esce il 9 febbraio prossimo e non vedo l’ora che perché ci sono delle canzoni di cui vado molto fiero. E voglio sapere cosa ne pensano le persone che mi seguono.

Domanda che so che ti facciano tutti e io non posso esimermi: “Mirkoeilcane”, perché?
Non mi “esimo” nemmeno io e non rispondo. È diventato un gioco non dire il perché di Mirkoeilcane ma ti posso dire sicuramente che rispecchia la mia volontà di non prendermi sul serio. Preferisco che a far parlare di me siano le canzoni e che il nome sia una cosa da prendere superficialmente. La sorpresa mi piace”.

A proposito dell'autore

Post correlati