“Spostato di un secondo”, l’album in uscita di Marco Masini che prende il titolo dal brano portato in gara al Festival di Sanremo. Un disco dalle nuove sfumature che ha regalato a Marco la possibilità di reinventarsi come artista. 

Marco, resoconto di questo Sanremo?
Non faccio un bilancio, l’aspetto commerciale lo lascio ai contabili. Sono solo felice di essermi raccontato e aver espresso con sincerità ciò che sto vivendo adesso. So vivendo un momento figlio del mio percorso musicale, che mi ha portato a esser influenzato e condizionato dal nuovo che avanza. Sono felice di trovare una condivisione intergenerazionale.

Ci vuole coraggio dopo 28 anni di carriera a mettersi in gioco nuovamente..
Non per chi viene dagli anni settanta-ottanta, quando ogni anno cambiavano le soluzioni. Arrivo da un momento in cui la musica aveva un potere di cambiamento mostruoso. Gli anni ottanta della musica elettronica, e settanta della musica acustica. Non si può prevedere ciò che arriverà domani. Bisogna solo allinearsi ed esser pronti a mettersi in discussione.

Perché hai scelto Zibba come autore del brano “Spostato di un secondo”?
Perché arriva da un mondo così preciso che si è allineato con il mio, insieme abbiamo trovato una sintesi musicale incredibile. Siamo riusciti a unire due mondi così lontani eppure così vicini.

Chi è il Marco Masini che esce dal disco?
Io. Spero che questa nuova avventura mi porti a scoprire un altro Marco Masini che non ho ancora conosciuto e, partendo da qui, lo incontrerò.

Cosa ci dobbiamo aspettare dal live?
Qualcosa di diverso. Ho visto il live di Jovanotti e ne sono rimasto affascinato. É bravo in tutto, é un artista multietnico e a trecentosessanta gradi. Mi ha dato voglia di fare bene e mi sento parte della band.

É importante ciò che dici, perché forse su quel palco Marco Masini farà un passo indietro e diventerà altro.
Siamo tutti sul palco e il sound dobbiamo costruirlo insieme. Ho un’idea chiara di quello che voglio realizzare. In primis, qualcosa che giustifichi il prezzo del biglietto, lasciando alla gente una nuova emozione.

11 febbraio 2017

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