E’ una Nina raggiante quella che, munita di asta, microfono, DJ e voce ha presentato il suo Modern Art.

Un disco che lei stessa urbano e tropicale e nato tra Italia, Giamaica e America. Un album che vede tra i crediti Tommaso Paradiso, Canova, Dario Faini, Piero Romitelli, Emiliano Munda e Alessandra Flora oltre che Obi e Uchi Ebele. Ritmi incalzanti, messaggi forti, memoria, questa è la ricetta di Modern Art.

Sono passati due anni e mezzo dal tuo precedente disco di inediti. Nina, oggi, chi è ?

Ogni disco ci metto dentro la vita, questa esigenza di liberarmi da limiti pensieri, suoni e parole, presente in Modern Art, è il frutto di Frasi& Fumo (il disco precedente ndr.) . Sono cambiata tanto, Quando ho scritto Frasi&Fumo ero meno serena. Oggi ho deciso di liberarmi da tutte le cattiverie e per farlo mi sono chiusa paradossalmente in una stanza piccolissima.

Si può definire questo disco un ritorno alle origini, più che un ritorno al passato?

Un Back to the future, un ritorno al futuro. Questo disco è dedicato alla memoria, che ci ricorda sempre chi siamo e da dove veniamo, oltre che la memoria collettiva che ci rimembra gli errori passati. Senza il passato non andiamo da nessuna parte. E’ da lì che parte tutto ed è forse lì la chiave per capire noi stessi.

Si sente forte il collegamento con la Giamaica, molto più dei dischi precedenti

Sì, perché mi sono divertita ad esplorare. Il mondo giamaicano che ho fatto per anni, quello della dancehall e che ho portato in giro per lo stivale con i Franziska e gli Africa Unite, è tornare a casa. In Modern Art ho mescolato di più. Siamo nel 2017 e cercare di ricreare un suono puro, sarebbe come fare il rhythm and blues così com’era. La musica, oggi, è una mescolanza, una combinazione di diversi stili. Sicuramente, in Modern Art la parte tropicale è sicuramente quella. La definizione che ne do io, urbano e tropicale, calza a pennello.

Hai cambiato formazione per il tour.

Sì, di poco e mi è dispiaciuto un sacco. Ho dovuto per esigenze di spazio e disco. Ho scelto i club perché penso che siano il vestito migliore per questo ultimo disco. Ho dovuto fare delle modifiche. C’è l’esigenza di avere sul palco un DJ attivo ed sarà uno strumentista al pari degli altri. Modificare la band, perdere elementi che da anni calcano palchi con me, mi fa sentire amputata in parte. So benissimo che ci ritroveremo sicuramente sul palco e sono fiduciosa che presto riallargherò la rosa.

06 Settembre 2017

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