“Fragile Lacrima” è un brano dalle sonorità latine che ha anticipato l’uscita dell’EP “Cuciti gli occhi” di Marirosa Fedele. Oggi la cantautrice racconta a Newsic il senso del suo progetto.

-Marirosa, raccontaci di te. Chi sei, da dove vieni, come è nato l’amore per la musica.

Sono una cantautrice che racconta “storie dal suo tempo…”. Nasco in Brasile, vengo adottata da una meravigliosa famiglia italiana e da lì parte tutto: l’amore per la musica,  la mia storia. Avevo 5 anni quando iniziai a muovere i primi passi fra le note, poi crescendo ho voluto studiare seriamente musica e ancora oggi continuo senza sosta.

– La tua musica ha chiari riferimenti alle sonorità latine, infatti… c’entrano le tue origini, vero?

Si molto, nella mia musica le ricerco sempre. Avendo avuto poche occasioni di conoscere la mia terra,  il Brasile,  vado continuamente alla scoperta di quei suoni, quei “colori”.

– Vivi la musica a tutto tondo. Non solo come cantante e autrice dei tuoi brani, ma anche come compositrice per cortometraggi, spot e spettacoli teatrali, e collabori anche in performance artistiche. C’è un aspetto, tra questi, che ti piace di più degli altri?

Sono due gli aspetti che preferisco. Grazie alla composizione riesco a trasformare pensieri, sensazioni ed emozioni in qualcosa di concreto, invece grazie alla performance posso finalmente trasmetterle.

– Scrivi anche brani in portoghese. C’è una lingua con cui senti di andare più d’accordo, a livello compositivo?

Non ho una preferenza. Sono lingue diverse, ma con molte affinità. Avendo caratteristiche differenti sia per fonetica che per ortografia lavorare ad un testo è davvero interessante per entrambe le lingue.

– “Cuciti gli occhi” sembra quasi un invito a guardarsi dentro, a capire gli altri e il mondo partendo da sé… raccontaci di come è nato il tuo EP.

Si, un po’ il senso di tutto il lavoro è questo. Il progetto nasce dalla voglia di comunicare l’importanza di essere uniti oggi, questo perché condividere un progetto, un percorso, una sensazione, un’emozione sembra davvero difficile per diversi motivi (tempo, diffidenza, voglia) e per questa ragione ho voluto sviluppare un progetto attorno al tema della condivisione. Cinque storie, cinque emozioni, cinque sensazioni raccontate da uomini alla ricerca di quell’attimo chiamato, appunto, condivisione.

-Partendo da “Fragile Lacrima”, il tuo secondo singolo, secondo te quanto conta mostrare le proprie fragilità? Nei rapporti, ma anche nel lavoro, o nella vita in generale. Può essere un aiuto?

Dipende da diversi fattori…Per quanto riguarda il lavoro, viviamo in un tempo in cui bisogna essere perfetti, l’errore molto spesso è visto come un forte fallimento e questo fa si che la persona senta il peso di “troppe responsabilità”, però purtroppo dobbiamo conviverci. Invece per quanto riguarda la vita di tutti i giorni sì, credo che mostrare parte delle proprie fragilità non faccia poi così male…

-Marirosa tra dieci anni: chi sarà?

Mah non saprei, sicuramente una persona che farà sempre, sempre quello che le piace…!

(18 aprile 2017)

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