Non pensavo fosse così dura raccontare uno spettacolo di Jovanotti. Le parole tristi vengono fuori facilmente, quelle divertenti anche. Ma per quelle belle fai una fatica porca. Per esempio, lo show di Jovanotti di ieri a Bologna è stato bello. E vi giuro che non c’è parola migliore per descriverlo.

Tredici lampadari che pendevano dal soffitto per illuminare tutta l’Unipol Arena che era vestita a festa. Ammetto di essere arrivato a concerto iniziato e di aver perso l’apertura: il parcheggio praticamente a Firenze e la piada con la salsiccia all’ingresso dell’arena mi hanno fatto arrivare tardi. Ho capito solo entrandoci, che fortuna è stata quel ritardo: un corridoio, voci all’unisono, ancora qualche passo ed eccomi dietro a tredici mila persone (il concerto, il secondo a Bologna, era sold out) che guardavano in una sola direzione sotto le note di “Ti porto via con me” e uno spettacolo di luci e colori che sarà duro da battere in questo 2018 pieno di live italiani.

Guest star della serata? Nadia Toffa (a cui Jova ha dedicato “Bella”) e Nicola Savino. E chissà se oggi Le Iene non ci faranno rivivere alcuni dei momenti del concerto.

In breve: una trentina di pezzi, tra ricordi e nuove parole d’amore, salti di gioia e riflessioni. È lo show, quello perfetto fatto di sorrisi, festa e nostalgia.

 

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