È vero Ermal Meta l’ho visto molte volte in concerto ma questa, forse più di ogni live visto sino ad ora, ha il sapore di prima volta.

Prima volta come mamma perché non potevo scegliere altro concerto per “battezzare” alla musica mio figlio. Il che comporta prima il suo bene pannolini cambiati sul passeggino mangiare cantandogli le canzoni del suo beniamino e assecondarlo, mi dicevo.

Invece. Invece arrivi a Carroponte e lo spazio è #profamily e il suo voler esser assecondato è solo l’esser preso in braccio alle prime note e alle luci accese. Poi Ermal ha fatto la magia mentre le sue piccole mani applaudivano cercando il tempo o con il dito in alto a voler emolare noi, gli adulti.

La sincerità è questa la pozione magica. Perché Ermal sa arrivare dritto in pancia come la cassa in 4 che esplode. Niente orpelli, effetti speciali, videoclip sullo sfondo, solo lui è la sua band diretto e pulito. Così, tra Odio le Favole, Gravita con me gli occhi incantati del nano, così come quelli di qualsiasi bambino presente, non sbattono per non perdersi l’attimo.  Il momento intimista tra “Alleluia”, “Creep” sembra la ninna nanna perfetta … Amara terra mia è il Carroponte in sospensione, in religioso silenzio sulle note del cantautore che l’ha fatta riscoprire ai più.

Ciò che colpisce oltre all’intensità dell’attimo è proprio l’estensione vocale del cantautore italiano d’adozione che non sbaglia di mezzo tono. Così,sempre per magia, arriva l’attimo per gli adulti, per “Vietato Morire”, “Bionda”, “Ragazza Paradiso” cantate a voce alta. Il pubblico è la cassa di risonanza perfetta c’é chi canta senza sosta, chi salta chi balla, chi si ferma e osserva. “Buio e Luce”, “Come il sole a mezzanotte” sono i chilometri della strada verso il mare di tanti anni fa.

Così andare a vedere un live di Ermal è per molti, per me , sentirsi a casa, ritrovarsi uniti a cantare quell’emozione o fotografia che ci vede tutti insieme, o che solo, ci fa sentire meno soli.
15 Luglio  2017

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