JO M ha appena lanciato il suo disco “Reazioni di cuore”. Come lo ha fatto? Con il cuore, ovviamente. E come ce lo racconta? Facile, con il cuore. Quello che lo ha aiutato a (ri)trovare l’equilibrio e a fuggire da un certo uragano…

JO M

Ci racconti come Giovanni Mazzarà è diventato Jo M?
Non c’è una storia pazzesca dietro, avrò impiegato 5 minuti al massimo per decidere che il mio nome d’arte sarebbe stato Jo M… volevo renderlo sintetico ed immediato… e quindi ho accorciato tutto!

Trent’anni tondi tondi. Com’è avere quest’età oggi? Dicono tutti che sia dura trovare la propria strada…
E’ bello: si ha l’esperienza per agire con maggiore moderazione ma la libertà di concedersi dei momenti di leggerezza. Quando faccio la barba mi presento in giro come un ventenne, riesco a prendermi poco sul serio e forse questo mi rende un po’ più giovane!

E’ appena uscito il tuo album, “Reazioni di cuore”. La tua reazione di cuore all’evento qual è, a pochi giorni dall’uscita?
Vivo la vita senza alimentare le mie aspettative quindi sono sereno. Felice di aver avuto la possibilità di pubblicare un disco ben fatto e con una storia che mi rappresenta. Adesso spero che arrivi alle persone.

“L’uragano non ci prende” è un brano che è nato, come tu dici, dalla necessità di cambiare. Perchè avevi questo bisogno?
Perchè come scrivo nel brano “Un dettaglio oggi, un altro piccolo dettaglio domani ” la mia attenzione sulle cose che contano si era persa, senza accorgermene avevo smarrito il mio equilibrio… quello per cui oggi combatto con nuova forza.

Il video è stato girato a Panarea, presumo che anche la copertina del disco rappresenti un’immagine della tua Sicilia…sei molto legato alla tua terra? Ha influenzato il tuo essere musicista?
Sono legatissimo alla mia terra ma riesco ad allontanarmi senza soffrirne la mancanza. La Sicilia è piena di stimoli creativi, credo che in qualche modo tutto quello che da sempre mi circonda abbia influenzato la mia vita e spinto a diventare un cantautore.

Hai cominciato ad avvicinarti alla musica suonando prima la chitarra, poi la batteria. Ma nel tuo disco c’è tanto pianoforte. Suoni ancora quegli strumenti?
Si mi capita spesso di suonarli, quando voglio riflettere suono o ascolto musica. Amo il pianoforte ed alcuni pezzi che ho scritto come “Reazioni di cuore” sono nati proprio dalle sue note.

Com’è stato lavorare con Riccardo Vernetti?
Quando il mio produttore, Simona Virlinzi, mi comunicò che la direzione artistica sarebbe stata affidata a Roberto Vernetti, non immaginavo cosa significasse. Il termine più adatto è “formativo”. Per un esagerato curioso come me, lavorare con Roberto significa riflettere senza sosta, mettermi in gioco, superare me stesso.

Come hai vissuto il fatto di non essere arrivato per un pelo a Sanremo Giovani? Ci riproverai?
Parecchia delusione come chiunque altro al mio posto, è inevitabile sperarci ma non credo nel caso quindi accolgo con serenità quello che la vita mi propone. Provarci nuovamente? Chissà…
Il 24 Maggio presenterai il tuo disco a Catania. Come ti senti?
Mi sento pronto e pieno di energia.

 

18 Maggio 2017

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