“Un Filo Senza Fine” (Believe) è il titolo del nuovo disco di Paolo Vallesi, disponibile dal 12 febbraio.

Il nuovo progetto segna il ritorno del cantautore toscano sulla scena musicale, e contiene “Pace”, in duetto con Amara presentato nella finale del Festival di Sanremo 2017, cinque brani inediti, oltre a tre pezzi storici riarrangiati con un’orchestra sinfonica e la cover di “Una Notte In Italia” di Ivano Fossati.

“Un Filo Senza Fine”, il tuo nuovo disco, contiene alcuni tuoi grandi successi rivisitati, un duetto, cinque inediti e una cover. Ci puoi raccontare com’è nato questo progetto?

“E’ un disco complesso, che racchiude diverse anime, dai cinque inediti, al duetto con Amara presentato a Sanremo, ad alcuni miei successi storici riarrangiati in modo completamente diverso, alla cover del brano di Fossati. E’ un progetto variegato. Le canzoni inedite sono nate nell’ultimo anno e mezzo, il resto della produzione ha una radice più lunga. Poiché questo nuovo disco esce a parecchi anni di distanza dal precedente, volevo che fosse tutto perfetto e che contenesse tutto ciò che desideravo. Alla fine è uscito questo album, Un filo senza fine che oltre ad essere il titolo della titletrack rappresenta anche il mio rapporto con la musica, un filo senza fine che non si è mai spezzato  e non si spezzerà mai”.

Com’è nata la collaborazione con Amara nel brano “Pace” che avete presentato a Sanremo e quali sono state le tue emozioni tornando sul palco dell’Ariston?

“L’amicizia con Amara è nata in modo casuale, ci siamo incontrati durante un concerto di beneficenza a Prato, la sua città natale, eravamo entrambi invitati, non ci conoscevamo personalmente ma ero rimasto molto colpito dal brano Credo che aveva presentato nel 2015 a Sanremo. E’ nata subito una sintonia. E’ una persona molto bella, con la quale sono stato fino alle 4 del mattino a parlare di musica, condividiamo lo stesso modo di vedere la musica legato alla composizione, alle emozioni, al messaggio che si vuole trasmettere e non a quello che ruota intorno. Amara mi ha fatto ascoltare un mese dopo il provino di Pace, l’abbiamo provata insieme ed è diventata una canzone che con le due voci acquista il valore che deve avere e simbolicamente è ancora più forte. Il fatto di averla presentata a Sanremo tornando sul palco dell’Ariston mi inorgoglisce e un po’ mi imbarazza esserci andato come ospite. Tutto sommato sapevamo che questo brano poteva partecipare in gara, ma probabilmente l’idea del direttore artistico era di battezzare la canzone su quel palco ed è stato di parola”.

“Un filo senza fine” è un brano che parla di non violenza in una società in cui la violenza è all’ordine del giorno…

“Ipoteticamente srotolo queste bobine di filo per andare indietro nel tempo a cercare chi ha cominciato per primo, ma è qualcosa che si perde nella notte dei tempi, l’unica certezza che ho è che la violenza genera altra violenza, così come l’uso sconsiderato delle armi credo che andrebbe fermato. Se c’è una soluzione ai problemi che viviamo in questi anni di odio e di contrasti è da ricercarsi nel dialogo e nella comprensione. Anche se può sembrare una cosa difficile, è l’unica possibilità”.

Nel disco c’è anche la cover “Una notte in Italia” di Ivano Fossati. Come mai hai scelto questa canzone?

“Ci sono delle canzoni che per me sono un riferimento. Una notte in Italia è tra queste, perché quando ascoltavo questo pezzo ero un musicista alle prime armi ma sentendolo mi faceva sognare e pensare quanto potesse essere bello scrivere e comunicare delle sensazioni. L’ho riscontrato anche ultimamente, ho trovato il testo di “Una notte in Italia” di un’attualità sconvolgente, quindi ho voluto fare una mia versione, omaggiare Fossati e ringraziarlo per aver scritto questo pezzo”.

“La forza della vita” è uno dei tuoi brani più conosciuti e quest’anno compie 25 anni. Nell’album l’hai rivisitata in chiave orchestrale. Cosa rappresenta per te questo pezzo?

“Quando le canzoni hanno successo è perché si collocano un po’ fuori dal tempo e racchiudono un messaggio valido per tutte le stagioni. Quest’anno “La forza della vita” compie 25 anni, è un classico della musica italiana e ci sembrava giusto celebrarla. Non l’abbiamo mai rifatta perché quando vai a toccare o smontare un successo in qualche modo lo vai a peggiorare, l’unico modo era dargli una veste completamente diversa e così è stato, arrangiato per orchestra sinfonica ha preso un valore diverso, fuori dal tempo e dal suono. E’ la celebrazione di questa canzone così come de Le persone inutili, che ho voluto rifare una volta soltanto e collocare in questo album perché costituiscono l’inizio di tutta la storia”.

Presenterai il disco con un tour?

“Tra poco comincerà l’attività live, che sarà divisa in due parti, la prima con otto concerti insieme ad Amara fra fine aprile e fine maggio dove presenteremo i nostri progetti, poi a metà giugno inizierò il tour prima in Italia e poi da settembre in Spagna, negli Stati Uniti e in Canada. Non vedo l’ora di essere sul palco per presentare le nuove canzoni”.

 

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