“La fate facile” è il nuovo disco de Il Cile (vero nome Lorenzo Cilembrini), pubblicato l’8 settembre su etichetta Universal Music e anticipato dal singolo “Era bellissimo”. L’album è molto autobiografico e parla di storie d’amore finite, di errori, emozioni, cadute e ripartenze, paure e speranze, in un percorso di liberazione e rinascita che il cantautore ha raggiunto attraverso la musica.

Lorenzo, “La fate tacile” è il tuo terzo album in studio. Cosa rappresenta per te?

“È il disco della maturità, perchè ho preso coscienza del fatto di essere diventato adulto, sono giunto alla consapevolezza di essere un uomo con i suoi pregi e difetti. Anche per questo motivo, volevo fare un disco in cui ci fossi completamente, con quello che sento e vivo. E’ un rischio, ma è l’unico modo che conosco di comunicare che mi fa sentire in pace con la mia coscienza. E’ il disco in cui il lato autobiografico è preponderante e che mi rappresenta nella totalità. Lavorare con Fabrizio Barbacci è stato bellissimo”.

Cosa ci racconti invece riguardo la scelta del titolo?

“Ho scelto di chiamarlo La fate facile perchè spesso questo mestiere, visto dall’esterno, sembra un eterno luna park ma ci sono anche momenti difficili. Oggi c’è sempre meno attenzione, forse anche per via dei social, alla musica come arte. Invece per me, che sono cresciuto con i Nirvana, la musica è arte, prima vengono le canzoni, che restano nel tempo e poi viene Il Cile come personaggio e tutto il resto ”.

Il tuo trasferimento a Milano da Arezzo è stato l’inizio di una nuova fase della tua vita e della tua carriera, tanto che la città fa da sfondo a due canzoni del disco… 

“Sono venuto a Milano per iniziare una convivenza ma questa storia d’amore è finita. Nonostante ciò questa città è stata la mia salvezza. All’inizio è stato doloroso ma poi mi ha permesso di riprendere in mano la mia vita. Oggi amo Milano perchè offre tante possibilità da cogliere, a cominciare da quelle nel mondo musicale. Per questo la città fa da sfondo a canzoni come La cenere dal cuore, che ho scritto quando sono arrivato a Milano,  e Quando la città dorme”.

La scrittura ti è servita per liberarti da quell’angoscia che traspare in alcuni brani, come ad esempio La fate facile?

“Ho cercato nei tre minuti e mezzo della canzone di raccontare attraverso le immagini, in maniera non troppo prolissa, il motivo della mia complessità umana e anche artistica. Scrivere mi regala un senso di liberazione, è quasi una terapia per me. Sicuramente ho raccontato senza filtri quello che mi è successo, perché sentivo la necessità di liberarmi da paure e demoni. Ci sono anche brani più ironici come “il lungo addio”, in cui faccio satira sul mondo della vita programmata dai social. Soprattutto le nuove generazioni vivono più nella vita digitale che in quella reale, perdendo il contatto con il mondo vero e quel cielo nero lo immaginavo come lo sfondo dei tablet. L’ironia appartiene a molti artisti che mi hanno influenzato, come Rino Gaetano”.

Nel 2015 con Maria Salvador feat. J-Ax hai avuto un grandissimo successo. Te lo aspettavi? 

“È stato come essere su una giostra impazzita. Avevo scritto quel ritornello in un quarto d’ora e né io ne Ax ci aspettavamo un successo tale. E’ una collaborazione che ricorderò sempre con grande felicità”.

Che tipo di rapporto hai con i social e con il tuo pubblico? 

“Una delle mie debolezze e insieme un mio pregio è che sui social sono come nella vita reale. Ho un grande rispetto per il pubblico, ma oggi concedersi tramite i social può diventare violento, perché rompe delle barriere che prima c’erano. È facile sentirsi dire “sei cambiato” o “ti sei montato la testa” se non rispondi entro qualche minuto a un commento. Non è sempre facile essere educati, ma cerco di esserlo anche sui social”.

Tra i tuoi progetti c’è il ritorno al Festival di Sanremo?

“Ci tornerei volentieri, è una vetrina che ha una storia importante. Sicuramente affronterei tutto con più razionalità. A Sanremo giovani mi sono buttato a capofitto senza pensare ma poi ho subìto l’importanza di quel palco”.

Riguardo i live hai già un’idea di quello che farai?

“Mi piacerebbe avere una nuova formazione e lavorare sui visual. Vorrei un live inteso come spettacolo, magari con qualcosa di elettronico alternato a sezioni acustiche”.

 

Il Cile incontrerà i fan con un instore tour. Queste le date: 12 settembre – Milano, La Feltrinelli piazza Piemonte ore 18:30; 13 settembre – Torino, La Feltrinelli Stazione Porta Nuova ore 18:30; 14 settembre – Bologna, La Feltrinelli piazza Ravegnana ore 18:00; 15 settembre – Roma, La Feltrinelli di via Appia Nuova 427 ore 18:00.

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