La cosa più difficile è sognare di avere il suo stesso sarto. Capelli lunghi e sorriso veramente diabolico, Piero Pelù entra nella sala riservata alle interviste indossando un pantalone di pelle color rame ed una T-shirt gialla dai ghirigori rosa veramente improponibile, sicuramente in grado d'attrarre l'attenzione di Picasso o Dalì. Ma è chiaro che l'argomento più importante di quest'incontro con
El Diablo non è certo il suo gusto per l'abbigliamento

Negli ultimi dodici mesi, infatti, il cantante toscano è stato protagonista di ben altre e significative storie all'interno della scena musicale italiana, a partire dal suo divorzio dai Litfiba al termine di un estenuante tira e molla, alla sua partecipazione al singolo Il Mio Nome E' Ma iPiù con gli amici Liga e Jovanotti, fino alla 'partenza' della sua carriera solista che proprio in questi giorni lo ha riportato in carreggiata con l'album Ne' Buoni Ne' Cattivi, entrato, tanto per gradire, anche direttamente al numero uno nelle classifiche di vendita italiane.
Ma indipendentemente dalla musica, Pelù è sempre personaggio, oltre che essere umano che di cose da dire ne ha eccome…
A partire proprio dalla vicenda con la sua ex band. 

"La decisione di mollare i Litfiba non è stata semplice, e questo si può anche immaginare. E' arrivata dopo diciannove anni di carriera e di vita assieme e, soprattutto, alla fine di un'amicizia che per lunghi tratti è stata davvero bella, e parlo ovviamente di quella fra me e Ghigo.
Però, come dire, era arrivato il momento di non poter più accettare compromessi, anche quelli minimi a cui mi dovevo assoggettare per giochi di potere del cazzo (testuale, N.d.A.).
Cose che riguardavano soprattutto l'indirizzo musicale della band, ma a volte anche i testi che scrivevo. Dico la verità: a ridosso della mia uscita dai Litfiba ho pensato davvero di smetterla con la musica. Ora però sono felice di non aver preso quella decisione, sono contento di aver scelto di proseguire. Essere solista ora, infatti, è qualcosa che mi fa respirare una libertà davvero mai provata prima…"

E se avessi mollato la musica, cosa avresti fatto?
"Oh, molte delle cose che anche ora ho in ballo. Ci sono molte situazione che orbitano attorno alla musica e che mi stanno coinvolgendo anche adesso.
L'aver frequentato negli ultimi tempi alcuni registi di cinema come Gabriele Salvatores, che ha diretto il video di Il Mio Nome E' Mai Più, oppure Lucio Pellegrini, regista di E Allora Mambo e anche del clip del mio primo singolo Io Ci Sarò, mi ha spinto nuovamente ad interessarmi della 'settima arte'.
Attualmente sto completando la sceneggiatura di un film tratto da L'Inquilino, il romanzo di Marco Vichi per le Edizioni Guanda.
 E diciamo che lo sto facendo anche nell'ottica di dover essere poi io l'attore principale del film. Ma fondamentale per me ora è anche avere tutto il tempo che voglio per dedicarmi davvero alle cose che mi piacciono di più, senza sacrificare spazio, come facevo prima, per presunto amore della band."
E allora, quale avvenimento miracoloso potrebbe spingerti ora a rientrare nei Litfiba?
"Mah, nessuno. Davvero.
E' stata un'esperienza bella finché è durata. Ora non ho proprio nessun interesse a tornare indietro. Anche perché con Ghigo c'è stato un brutto modo, probabilmente insanabile, di lasciarci.
Ma non so davvero cosa voleva di più. Gli ho evitato anche un casino di problemi legali 'regalandogli' il nome della band, e nemmeno di questo mi ha ringraziato. Mah..."
Solitamente tu sei un 'ottimista cosmico' nei tuoi testi, e lo dimostrano anche le parole che hai scelto per le canzoni di Ne' Buoni Ne' Cattivi. Ma non c'è mai qualche situazione in cui, invece, non riesci a far altro che essere 'pessimista', a vederla solo negativa?
"Ora non mi capita quasi più. Diciamo che con gli anni ho imparato a 'controllare' meglio la bestia che c'è in me. Dico davvero. Prima mi buttavo a capofitto nelle cose, e tutto era bianco o nero, non c'erano vie di mezzo. Ora ho una maggiore visione delle cose.
Anche se in questo momento ci sono alcune tendenze 'sociali' che mi fanno essere fortemente pessimista…"
A cosa ti riferisci in particolare?
"Ad una nazione come questa in cui alle elezioni vince il neo-liberismo, vince la destra. Questo secondo me è un fatto gravissimo, perché indica un Paese intero che pensa solo ai soldi e non gliene frega più niente dei valori.
Ed in cui, alla fine, i modelli di riferimento che contano sono soltanto quelli di ricchezza e potere.
Questo, secondo me, è avvilente…"

Non pensi che Internet, come mezzo multimediatico, possa fare qualcosa per invertire questa tendenza al profitto ad ogni costo?
"No, non se ne parla.
Anzi, io penso che Internet sia davvero il nuovo mezzo del Grande Fratello per controllare ed indirizzare le nostre menti.
E sai perché?
Perché c'è troppa libertà.
Sembra un'incongruenza dirlo, ma francamente è la verità.
Pensa ai siti per pedofili, ad esempio.
Il fatto è che non c'è ancora nessuna legge a regolamentare il Web, non c'è uno statuto, un necessario codice etico.
Ed è per questo che alla fine la troppa libertà che c'è in rete porta a situazioni imbarazzanti e che, colmo dei colmi, non possono nemmeno essere perseguite!
No, non navigo con piacere.

Rispondo alle e-mail che arrivano sul mio sito, mi affascina molto il mondo degli hackers, ma qua e là in rete leggo anche molte stronzate.
E so che questo è pericoloso, perché può influenzare in maniera determinante chi ci si imbatte.
E poi un'altra cosa che mi dà molto fastidio è il fatto che raramente puoi sapere l'identità del tuo interlocutore, di chi sta chattando con te oppure dell'autore che ha scritto determinate parole.
E invece io sono uno che le cose le dice in faccia e non ha ancora perso il gusto di guardare negli occhi la persona con cui sta parlando."

A Cura di Fabrizio Massignani