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Cantante dei Blur, membro dei Gorillaz, ma Damon Albarn ha in servo molte sorprese. Da una missione di beneficenza, denominata "On The Line" per Oxfam, organizzazione britannica che dal 1942 si occupa di programmi di sostegno, culturale e materiale, a popolazioni che vivono le difficoltà di un conflitto bellico appena terminato o di stati di crisi, nasce questo nuovo progetto, realizzato anche grazie all'incontro con Toumani Diabatè.

Per l'artista britannico un progetto etnico, frutto di un fascino imprevisto per l'etnia.
Questo progetto ha uno scopo ben preciso: usare la musica come strumento per abbattere i confini culturali, fisici e linguistici tra due mondi differenti.

Danon ha lavorato e suonato con alcuni esponenti della musica del Mali, con il preciso scopo di scambiarsi le idee, creare una collaborazione fruttuosa in grado di favorire la divulgazione della musica del Mali fuori dei propri confini.
Per sviluppare questo progetto, l'icona del brit-pop e la mente di uno dei progetti musicali più trendy degli ultimi due anni (Gorillaz), ha suonato con esponenti di rilievo della musica locale : Toumani Diabaté, Lobi Traoré, Ko Kan Ko Sata Doumbia.

"La mia idea era di instaurare un dialogo tra questa musica e la musica che io amo" ha spiegato Damon "Voglio far conoscere ad ognuno la musica del Mali".

Un'idea che si è concretizzata al suo ritorno in Inghilterra. Damon ispirato dall'esperienza africana si è subito chiuso in studio e cercato di fondere le atmosfere del Mali con la musica occidentale. Risultato l'album "Mali Music".
"Spero che la gente che ascolterà questo disco capisca e sia interessata a queste interconnessioni culturali"
ha detto Albarn.

Il disco è stato presentato pochi giorni fa al Barbican di Londra. Sul palco 14 musicisti, tra cui Damon Alborn, e una teoria di strumenti tradizionali affiancati a tastiere e chitarre. Unico assente, Toumani Diabate. Institut National des Artes e Bamako City sono contenitori di suoni suadenti: nastri di note provenienti dalla kora, groove di percussioni ipnotiche. Il sottofondo di ritmo pulsante di The Djembe e Le Hogon sfocia in uno stile quasi "cocktail" quando viene raccolto dalla chitarra di Albarn. Il brano che più rappresenta lo spirito dell'album è : "Sunset Coming On". La fusione meglio riuscita tra due stili tanto diversi. A far dimenticare l'assenza del maestro Diabatè, al Barbican, è bastato l'ingresso della voce abrasiva di Ko Kan Ko Sata Doumbia, che ha alternato splendidamente le note suonate sulle corde del suo ngoni, creando una sorta di heavy metal acustico all'africana.

Ko Kan Ko è l'unica donna del Mali a suonare in pubblico lo strumento tradizionale. Suoni preziosi dunque quelli dello ngoni della musicista, che ha intersecato le sue note in un dialogo serrato con il flauto di Diourou Diallo. La chitarra di Afel Bocoum ricorda a tutti quanto stretto sia il legame, e il debito, del blues americano verso le radici africane, in un fraseggio animato con la kora suonata da Tunde Jegede.

"Mali Music" è il primo disco pubblicato dalla nuova etichetta discografica Honest Jon's Records . Le royalties dell'album saranno devolute al programma di aiuti per il Mali , pianificato da Oxfam, un'organizzazione che lavora in Mali dal 1960, ed ora è impegnata in lavori a sostegno delle regioni isolate dello stato africano, ma anche in programmi urbani nella capitale Bamako.



(21 Aprile '02)

 
 
 

2002
Mali Music

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