 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
|
|
 |
|
|
|
La malattia ha colpito Robert Smith fin dal lontano 1976, quando ancora con i capelli lunghi ed un look da vero freakettone si esibiva sotto un
gazebo con il suo gruppo, allora ancora si chiamavano Easy-Cure. |
|
|
|
 |
|
|
Un ragazzo complessato con un carattere instabile dava vita al primo embrione dei Cure, in seguito scoperti da Chris Parry per la sua neonata etichetta, la Fiction. Il primo sintomo della
patologia di Bob si manifesta in occasione del primo singolo "Killing An Arab". La B-side era "10:15 Saturday Night" e il retro copertina lo rappresentava inequivocabilmente impiccato. Cominciava ad affiorare la sua anima dark
anche se il primo album rosa dei tre ragazzi immaginari, Robert Smith, Michael Dempsey, Lol Tolhurst, era ancora un concentrato di purissimo pop. Poi l'America accoglie i Cure, l'album è "Boys Don't Cry", l'anno è il 1979, la
canzone che da il titolo all'album nasce sulla triste sofferenza di un amore finito. Michael Dempsey lascia il gruppo e cede il suo posto a Simon Gallup, il vero basso dei Cure. Il buon successo di "Boys Don't Cry" è solo un
sollievo, Bob è ancora alla ricerca di una cura per i suoi tormenti, la soluzione sembra essere il mutamento di rotta di "Seventeen Seconds". Dimenticato il rosa shocking di "Three Imaginary Boys", i colori si sbiadiscono, il suono
si fa più corposo, meno pop e più sperimentale. E' il 1980 e i capolavori di quell'album, "Play For Today" e "A Forest" danno origine al vero stile dei Cure, quello che li renderà inconfondibili negli anni a venire. Nel 1981 il
peggioramento, gli occhi sofferenti di Bob non vedono che il grigio, la sua psiche è colpita da pensieri oscuri, terribili incubi lo perseguitano, completamente grigia sarà la copertina di "Faith". |
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
I
capelli corvini e cotonati, la faccia pallida con rossetto sbavato di Smith si comincia ad intravedere sulla copertina di "Pornography", la sua anima è messa a nudo, "Hanging Garden", "One Hundred years", "Strange Days" sono il risultato di una profonda crisi spirituale, i terribili versi che chiudono l'album, forse il più bello dei Cure, risuonano drammaticamente come una disperata richiesta di aiuto: "I must fight this sickness, find a Cure!". Quando si tocca il fondo vuol dire che è arrivato davvero il momento di risorgere, Smith intraprende una strada più luminosa, inizia il periodo "leggero" e dance dei Cure, quello di "Let's Go To Bed", "Love Cats" e "The Walk". "The Top" segue immediatamente il successo di "The Walk" è l'album più psichedelico dei Cure ed anche quello in cui Robert Smith compone di più, suona addirittura tutti gli strumenti tranne la batteria, è praticamente un album solo. E' il 1984 e inizia la collaborazione con Tim Pope che curerà lo stupendo video di "Close To Me", tratto dall'album successivo "The Head On The Door". L'album entra al settimo posto delle charts inglesi, sullo slancio dei singoli "Close To Me" e "In Beetween Days" una canzone fortemente influenzata dalle sonorità dei New Order.
|
|
|
|
|
|
 |
|
|
E' un buon momento per il lancio definitivo sul mercato statunitense con il doppio e monumentale "Kiss Me Kiss Me Kiss Me" un album versatile, in cui i Cure dimostrano di saper abbracciare
diversi stili e diverse atmosfere, da quelle più rasserenanti di "Just Like Heaven" a quelle disperate ed allucinate di "The Kiss". Nel 1989 si incrina l'amicizia tra Bob e Lol Tolhurst che lascia il gruppo prima della
pubblicazione di "Disintegration". Ricompare la malattia, "Disintegration" è un album emozionante e sofferto, carico di quelle tensioni emotive che rimandano direttamente alle atmosfere funeree di "Faith" e "Pornography". Il
singolo "Lullaby" è un successo planetario che verrà consolidato dal successivo "Mixed Up", un album di remix curati dai luminari della scena dance tra i quali Wiliam Orbit, Paul Oakenfold e Mark Saunders. Nel 1991 i Cure vengono
premiati con il Brit Awards, come migliore band inglese. Nonostante Robert Smih avesse dichiarato che i Cure Si sarebbero sciolti alla fine del Disintegration-Tour, nel 1992 esce un altro loro meraviglioso album, "Wish". L'album
più rock dei Cure, costruito soprattutto sui suoni delle chitarre e sulla voce di Bob che è ormai diventato anche vocalmente un interprete straordinario. |
|
|
|
|
|
|
Dovranno passare altri quattro lunghi anni, fra cause legali intentate dall'escluso Lol Tolhurst, la doppia pubblicazione degli album live "Show" e "Paris" e la partecipazione alle colonne
sonore de "Il Corvo" e "Judge Dredd", prima dell'uscita dell' inconsueto e controverso "Wild Mood Swing". Ora approdati al nuovo millennio con più di due decadi di carriera alle spalle e ventisette milioni di albums venduti, Smith
e soci (Simon Gallup, Perry Bamonte, Roger O'Donnel e Jason Cooper) ci regalano la loro nuova opera ,"Bloodflowers", che si preannuncia come un'altra profonda ed emozionante ricerca introspettiva. Un ritorno alle sonorità malate di
"Pornography", anche la copertina ha quasi gli stessi colori, spiccano il rosso e il nero, i colori dell'inferno, chissà se questa volta il vecchio Bob riuscirà a trovare il rimedio ai propri tormenti, se riuscirà a trovare la
cura? (Stefano Garavaglia)Discografia: 1979 Three Imaginary Boys 1980 Boys Don't Cry 1980 Seventeen Seconds 1981 Faith 1982 Pornography 1984 The Top 1984 Concert: Live
1985 The Head on the Door 1987 Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me 1989 Disintegration 1990 Entreat [live] 1990 Mixed Up 1992 Wish 1993 Show [live] 1993 Paris [live]
1996 Wild Mood Swings 2000 Bloodflowers |
|
|
 |
|
|
|
|