Special Guest del prossimo tour di Michele Bravi, per cui ha scritto in passato.

Federica Abbate arriva con il suo primo brano come cantautrice Fiori sui balconi, un primo frammento sonoro di quello che ascolteremo in futuro, di questa ventiseienne dalle idee chiare e soprattutto concrete

Sei nota ai più per brani scritti ad altri, ora arrivi con un brano scritto e cantato da te

È stato un periodo lungo. Sono stati 4 anni in cui ho sperimentato la scrittura, sono stata molto curiosa. La spinta è stata data dalle mie stesse canzoni, una forma di scrittura che non è più una presa di misura su altri.

Takaci e Ketra perché?

Sono stati i primi a credere nel mio progetto e i primi con cui ho iniziato a lavorare come autrice. Con loro ho scritto una miriade di canzone ed è nato un forte feeling musicale. Abbiamo una comune predisposizione alle sonorità nord europee e oltre oceano.

Fiori sui balconi. Qual’è lo stato d’animo che ti ha spinto a scriverlo?

Nasce da una presa di coscienza dei miei difetti personali. Parlo della mia parte storta. Quando ero più piccola la chiudevo in un cassetto. Ad un certo punto è nato il bisogno di esser accettata per quella che sono, il rifiuto delle maschere e i perbenismi tra i coetanei. Nessuno è perfetto, nessuno la dice ma tutti la sanno. Il fuori luogo è il manifesto di me per eccellenza

Scriverai per altri o solo per il tuo progetto da qui in avanti?

Sto continuando a scrivere per altri e per me. Sono due matrici differenti. Mi realizza moltissimo scrivere per me, tira fuori la mia parte più istintiva e sincera. Scrivere per altri, hai uno sfogo artistico appagante ma diverso.

Come fai a sdoppiare queste due matrici?

Ho sempre avuto una predisposizione per la scrittura, nell’accezione più universale del termine. Posso scrivere canzoni molto differenti tra loro. E’ il tutto molto spontaneo e naturale.

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