Se ti chiedi cosa siano i Fantasia Pura Italiana, la risposta ce l’hai già in mano: sono italianissimi, eclettici e autentici. E ovviamente, viaggiatori incalliti.

-Di fantasia ce n’è tantissima nel vostro disco. Nessuna canzone è uguale all’altra, e infatti si ha proprio voglia di seguirvi, sin dal primo pezzo.

Abbiamo sempre avuto l’intento di far viaggiare l’ascoltatore fra diversi mondi musicali e se chi ascolta fa un viaggio tramite la nostra musica, significa che abbiamo realizzato il nostro intento.

-Il vostro disco si chiama “Istruzioni per un viaggio scomodo”, che mi fa pensare tanto a “Guida Galattica per Autostoppisti”. Ma esistono istruzioni per viaggiare, secondo voi?

Forse sì, ma ognuno ha le sue, l’importante è viaggiare.

-Mi raccontate un viaggio memorabile che avete fatto insieme?

L’ultimo viaggio che abbiamo fatto, l’Uniweb tour, in cui abbiamo attraversato tutta la penisola in una settimana. Pensiamo che sia stata un’esperienza incredibile. Ci siamo ritrovati scaraventati da una realtà nord europea come quella di Milano ad una realtà come quella di Napoli, e questo ci ha fatto capire quante diversità sussistano ancora in Italia.

-Il vostro viaggio come band, invece, come e quando inizia?

Il nostro viaggio nasce tredici anni fa al Liceo. Nel corso degli anni la formazione si è modificata e il progetto ha trovato la sua identità attuale: mischiare la canzone d’autore con il varietà teatrale.

-Avete partecipato a Italia’s Got Talent nel 2016. Che ricordo avete?

Abbiamo un bellissimo ricordo, è stata un’esperienza che ci ha insegnato moltissimo.

-La vostra musica è costellata di intermezzi “teatrali”. Chi va a un concerto dei FPI cosa deve aspettarsi?

Un delirio lucido.

(16 aprile 2017)

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