Anticipato dal singolo Turbo, il nuovo disco di Cosmo sarà un doppio album, che gioca sulle due anime artistiche del deejay e producer di Ivrea: la canzone d’autore e la musica da club, finalmente fusi in uno stile unico e originale.

Cosmotronic prosegue e amplifica il percorso cominciato con L’ultima festa, certificato disco d’oro, che nel 2016 l’ha reso uno dei nomi più caldi della nuova musica italiana.
Turbo è una canzone veloce, ritmata, allegra ma al tempo stesso anche politica, che nasce da un campionamento di musica siriana.

“Tutto si sviluppa a partire da quel campionamento. Il resto viene da sé, spontaneamente, come un sasso che rimbalza e rotola giù da un pendio” – racconta Cosmo – “Questo pezzo contiene diversi elementi, una serie di idee deliranti: il ritmo, il testo, la risata, la realtà e la fuga dalla realtà, l’esotico e il meccanico, la merda e il ballo. Questa canzone è un frullatore con un motore turbo. E in qualche modo ci siamo dentro tutti.”

Turbo è stato accompagnato da un videoclip doppio, una sorta di short movie dal titolo Turbo/Attraverso lo specchio, girato da Jacopo Farina. Un viaggio saltellante in quello che è il cosmo-pensiero, diviso in due parti e simbolicamente molto forte. Nella prima parte del videoclip, si alternano delle immagini in cui Cosmo viene circondato da soldati, preti e donne velate e cerca di sfuggire a questi personaggi, come se si trovasse all’interno di un sogno in un mondo post-apocalittico. Nella seconda, invece, Cosmo sale a bordo di una potente macchina sportiva e si ritrova finalmente nella sua realtà del club e della festa.

Osare è la parola d’ordine di Cosmo, che per questo doppio album ha deciso di prendere strade ancora più impervie e coraggiose con testi che raccontano il mondo esterno in modo personale e diretto, uniti ai bpm sempre più elevati della musica elettronica.
Cosmo presenterà il suo nuovo progetto discografico con una serie di instore nelle principali città italiane che partiranno da Milano il 13 gennaio e raggiungeranno Torino, Firenze, Bologna, Roma.
Cosmotronic, inoltre, sarà presentato con una serie di live organizzati da DNA Concerti, che porteranno Cosmo ad esibirsi nelle principali capitali europee e nei più importanti club italiani.
Queste le date della leg europea: il 21 febbraio a Parigi (La Boule Noire), il 22 febbraio a Lussemburgo (Gudde Wellen), il 23 febbraio a Bruxelles (VK), il 25 febbraio a Londra (Birthdays), il 27 febbraio a Berlino (Berghain Kantine), il 1 marzo a Lugano (Studio Foce).
I primi appuntamenti in Italia saranno: il 17 marzo a Bologna (Link), il 23 marzo a Firenze (Tenax), il 24 marzo a Milano (Fabrique), il 30 marzo a Torino (OGR), il 6 aprile a Roma (Atlantico), il 7 aprile a Napoli (Duel Beat), il 14 aprile a Marghera (Rivolta) e il 21 aprile a Bari (Demodè).
Quello di Cosmotronic, infatti, non sarà il solito concerto in cui l’artista presenterà dal vivo le nuove tracce, ma un vero e proprio party itinerante a cui si aggiungeranno di data in data dj special guest.
COSMOTRONIC secondo COSMO

DISCO 1

BENTORNATO
La canzone che apre questo mio nuovo progetto è stata scritta di getto. Ballando davanti al microfono, ho costruito il testo cantando semplicemente ciò che stavo pensando in quel momento, sebbene in seguito ho ricantato e ritoccato alcuni passaggi. Anche il suono è libero, la struttura non esiste, inizio e fine sono deliberatamente tagliati in punti a caso.

TURBO
Tutto è partito da un campionamento di musica siriana. Mi sono lasciato guidare da quella suggestione, sia per la musica che per il testo. Non mi va di spiegare troppo, ma la realtà che bussa oggi alla porta non è qualcosa di piacevole e per questo viene seppellita da una risata, dalla distrazione, dalla scarsa consapevolezza della responsabilità verso il resto del mondo e dalla nostra distrazione.

SEI LA MIA CITTà
Una mattina mi stavo vestendo con il sottofondo una playlist casuale che risuonava dal cellulare. Sento per la prima volta il brano “I am sky” di Laraaji e mi fermo ad ascoltarlo meravigliato. Ispirato da questo pezzo, metto in piedi un beat malinconico. In furgone, una delle ultime settimane dello scorso tour, avevo già partorito il refrain “sei la mia città.. ecc”. Unisco il ritornello al sound e mi commuovo (quando mi succede significa che sono molto soddisfatto del pezzo). Il piatto in levare 909 ci riporta negli anni 90, come anche il synth che sembra una voce. Questo pezzo per me rappresenta la mia casa e la persona che amo.

TUTTO BENE
Questo pezzo contiene l’incastro ritmico che preferisco in tutto l’album, alla seconda parte della seconda strofa. Al di là di questo, l’evento da cui nasce il testo è la morte di mia zia Claudia, sorella di mia madre, per un tumore. Nel dolore enorme che ho provato mi sono anche sentito pervaso da una consapevolezza quasi serena, che ho voluto trasmettere nel testo del brano. Questo è un sentimento che mi è capitato dopo ogni lutto che ho vissuto: la vita è per molti versi una sconfitta dal suo inizio, ma cerco di trarre dalle difficoltà uno stimolo enorme ad andare avanti.

TRISTAN ZARRA
Questa canzone è la più sperimentale e audace che abbia mai scritto e ho voluto prendermi tutte le libertà del caso nascondendo la sperimentazione dietro ad un brano all’apparenza pop e demenziale. In realtà è un pezzo politico, anarchico, dadaista. La struttura e ciò che accade musicalmente sono uno schiaffo dopo l’altro è uno schiaffo alle regole della canzone italiana. La voce femminile che cerca di infondere un inquietante ottimismo è di una doppiatrice professionista, Beatrice Caggiula e inizialmente avevo pensato di farla fare a Maria De Filippi, che però non ha accettato. Dentro ci sono anche interventi urla e risate di mia moglie, mia cognata, mio cognato, i miei bimbi, la nostra babysitter, Francesca Michielin, Calcutta e il mio amico artista Giacomo Laser, che si esibisce nel commovente assolo di batteria finale.

L’AMORE
Una cavalcata intensa, dal gusto vagamente anni 90, con sfumatura trance sparsa qua e la. È una canzone che parla di un amore molto particolare. All’inizio volevo tenerla fuori dal disco perché mi sembrava un po’ stucchevole. Poi mi sono reso conto che era una delle canzoni più “a stato caldo” del disco.

ANIMALI
La settima traccia del primo disco parla parla di sesso e libertà sessuale, al di fuori di ogni definizione di genere. L’ispirazione è la musica EDM, ma il mio intento era quello di creare un pezzo più elegante. Non so dove sia andato a parare, so solo che la prima volta in cui l’ho sentita in un impianto enorme mi sembrava un rullo compressore.

QUANDO HO INCONTRATO TE
Spesso tra le 3 e le 5 del mattino mi sveglio e non riesco ad addormentarmi fino a mattina. Volevo raccontarlo. È l’ultima canzone che ho scritto e ci ho messo un po’ di tempo per finirla perché volevo dire tante cose e dirle bene. Sentivo che il potenziale era importante ma non trovavo il modo di farlo. Mi sono sbloccato durante la settimana che ho trascorso a settembre in una casa nel bosco in Val Chiusella. Ero completamente solo, con il panorama del Canavese davanti a me, qualche synth, drum machine, percussioni e il computer. Quei giorni sono stati strani e intensi, la condizione giusta per dare un ultimo colpo alla scrittura del disco.

HO VINTO
In questa ultima traccia del Disco 1 mi diverto a far uscire un po’ il lato sbruffone del mio carattere. È un pezzo crudo, arrogante e diretto. Prima della ripresa dico “Perchè parlo da solo? E perchè ho un nodo in gola?” e la risposta a queste domande arriva dopo, ed è puramente musicale. Quel drop violento di cassa e synth è la risposta. Anche in questo brano ho giocato a rivoluzionare la soluzione armonica e la struttura classiche della canzone italiana. E col finale apro verso il viaggio del secondo disco.

DISCO 2

IVREA BANGKOK
Quando ho iniziato ad abbozzare i pezzi di questo disco, durante il tour de “L’ultima festa”, non sapevo che avrei fatto un doppio album e che avrei incluso delle strumentali. All’inizio avevo pensato di cantare sulla base di questo brano, ma non trovavo soluzioni vocali che mi potessero piacere, così ho pensato di svilupparlo senza voce e da lì ho iniziato a pensare al disco in modo differente. Nel corso del suo sviluppo, ho suonato questo pezzo più volte durante le serate di “Ivreatronic”, una rassegna di musica elettronica che ho ideato con un gruppo di amici e produttori/dj di Ivrea, e la cosa che mi entusiasmava di più era che nessuno nel pubblico lo sapeva! In questa traccia, mi piace moltissimo il suono del synth modulare che continua a variare durante tutto il pezzo.

ATTRAVERSO LO SPECCHIO
Qui ormai l’idea di fare un disco con le strumentali era già chiara. In questo pezzo, che ho già presentato al pubblico con un doppio videoclip insieme a quello “Turbo, mi sono lasciato completamente andare. Ho giocato con un delay applicandolo in modo spropositato alla drum machine di un farfisa scassato, e ho generato i suoni “liquidi” che si sentono nella prima parte. Poi ho creato un beat violento includendo delle tabla, ovvero delle percussioni indiane, che ho passato in un vocoder. Ho poi aggiunto un testo lapidario per descrivere il violento passaggio in una nuova dimensione, in cui voglio portare quante più persone riesco.

BARBARA
Mia madre si chiama Barbara. Avevo pubblicato questo pezzo che già in un teaser video di “Ivreatronic”, ma volevo inserire la voce di mia madre che parlava della vita. Le ho chiesto di inviarmi un vocale in cui mi diceva cosa pensasse della vita e mi ha risposto raccontandomi la storia di un acrobata con un tono molto teatrale. Perfetto, insomma. L’arte del vocalist va rivalutata, se fatta con gusto ha una potenza espressiva infinita. Altro che strofa e ritornello…

LA NOTTE FARÀ IL RESTO
Questo pezzo nasce nei giorni di lavoro trascorsi in Val Chiusella. Il testo prova a descrivere come mi sentivo in quei strani giorni: osservare il paesaggio dall’alto di queste montagne, mi faceva sentire sperduto come se mi venisse a mancare la terra da sotto i piedi. Eppure, questa perdizione mi affascinava, aveva un languore piacevole. Anche qui il modulare mi ha dato grandi soddisfazioni.  La cascata di note quasi a caso sotto alla mia voce (pitchata in basso) è frutto del magico synth. La cassa è la più violenta del disco, volutamente scagliata contro il pezzo potenzialmente più morbido.

5 ANTIMERIDIANE
Parte da un campione di “Superstart”, un pezzo di Claudio Rocchi. Anche questo è frutto della mia solitudine in quella casa sperduta. Mi ero addormentato alle 11 di sera. Alle 5 non riuscivo più a dormire e sono tornato al piano di sotto, nella piccola sala da pranzo allestita a studio. Dalla grande finestra potevo vedere tutta la valle illuminata solo da tanti piccoli lampioni e luci artificiali varie. Mentre il pezzo si sviluppava la luce del sole cominciava ad arrivare e potevo vedere il mondo rimettersi in moto. Ballavo, guardavo, suonavo, mi commuovevo. Alle 8 del mattino sono crollato di nuovo nel letto.

TU NON SEI TU
Non so quanti se ne accorgeranno, ma l’idea nasce dalla seconda strofa di “Animali”. Ho preso lo spunto strumentale subito prima del cantato di quella strofa per sviluppare la cavalcata techno di questo brano. È un pezzo visionario e sincero, in cui uso la mia come uno strumento spezzettandola e facendola entrare in un vortice. Tanto per ribadire il concetto: non esiste un solo modo di scrivere canzoni.

 

TRACKLIST

COSMOTRONIC DISCO 1

1. Bentornato
2. Turbo
3. Sei la mia città
4. Tutto Bene
5. Tristan Zarra
6. L’Amore
7. Animali
8. Quando ho incontrato te
9. Ho vinto
COSMOTRONIC DISCO 2

1. Ivrea Bangkok
2. Attraverso lo specchio
3. Barbara
4. La notte farà il resto
5. 5 Antimeridiane
6. Tu non sei tu

21/02/2018  Parigi – La Boule Noire
22/02/2018  Lussemburgo – Gudde Wellen
23/02/2018  Bruxelles – VK
25/02/2018  Londra – Birthdays
27/02/2018  Berlino – Berghain Kantine
01/03/2018  Lugano – Studio Foce

17/03/2018   Bologna – Link
23/03/2018   Firenze – Tenax
24/03/2018   Milano – Fabrique
30/03/2018   Torino – OGR
06/04/2018   Roma – Atlantico
07/04/2018   Napoli – Duel Beat
14/04/2018   Marghera (VE) – Rivolta
21/04/2018   Bari – Demodè

COSMOTRONIC INSTORE TOUR
13/01 Milano – Feltrinelli piazza Piemonte ore 18:00
14/01 Torino – Feltrinelli Stazione Porta Nuova ore 18:00
15/01 Firenze – Feltrinelli RED piazza della Repubblica ore 18:30
16/01 Bologna – Feltrinelli piazza Ravegnana ore 18:00
17/01 Roma – Feltrinelli via Appia Nuova 427 ore 18:00

(cs)
12 Gennaio 2018

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