Quinto disco  per Ensi che ritorna alla ribalta con V, un album da ascoltare e metabolizzare tra flow e nuovi panorami musicali esplorati. Una scrittura mai banale per un rapper che mastica rime pesandone le parole.

V perché?

C’erano dei concetti ridondanti. Quando è arrivato il momento di dare un titolo, all’inizio avevo pensato a Vincent come mio figlio, la forza motrice di questo disco, colui che mi ha rivoluzionato la vita. Però la V di Vendetta , Vella, quinto sono tutte cose che all’interno dell’album si rincorrono. C’è il mio ritorno alle origini come rapper quindi V di Vendetta, quella rabbia da veicolare. C’è anche il mio percorso personale, quindi Vella. La V come numero romano è arrivata alla fine essendo il mio quinto disco distribuito.

In V hai lavorato sulla soglia dell’attenzione

Un lavoro a cui abbiamo pensato sin dall’inizio. Ho sempre cercato di dare qualcosa di nuovo nell’album. Un disco deve essere un riassunto, per me, della vita di una persona e di un artista. Oggi l’hip hop sta subendo delle evoluzioni quasi quotidiane. Essendo in un momento social, dove una foto vale oro piuttosto che un disco, mi piaceva lavorare su questi cambi repentini. Grazie a chi ha collaborato con me in questo disco abbiamo cercato di rendere il tutto meno canonico possibile. Abbiamo fatto un lavoro corale, in linea con la mia visione e moderno.

Com’è fare rap oggi?

Oggi più che mai la coerenza artistica deve uscire. Nel periodo crossover musicale, c’è un ricambio generazionale veloce, c’è anche forse un distacco da quella matrice da cui questo genere traeva le fondamenta. Mi piace questo rimarcare la mia identità, anche Il Volo il sentimento di fondo è sempre quello. Mi piace cogliere le evoluzioni nel rap, senza però piegarmi al trend.

In Iconic tratti il tema della scuola vecchia e nuova, asserendo che la tua scuola è quella vera

E’ un messaggio universale. Il rap ha reinventato tutto e si reinventa giornalmente. Io non sono vecchia scuola, non sono anni novanta. Allo stesso tempo, non sono neanche la nuova scuola. Io tento di essere una sync generazionale.

La paternità ha cambiato il tuo modo di fare la musica?

Mi ha cambiato la vita e mi ha permesso di registrare nuove prospettive anche nella musica. Mi ha rimarcato le priorità. Mi ha maturato, la scelta ponderata della parola lo devo a mio figlio. Mi è tornata la voglia di costruire. Mi ha ridato in mano i veri valori. E’ stato uno schiaffo correttivo per certi versi, mi ha fatto vedere la luce alla fine del tunnel, perché ero disilluso.

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