Ha debuttato ieri sera a Milano  il nuovo show di Jovanotti. Lorenzo live 2018.

“E’ iniziato tutto da una pagina di Don Chisciotte poi è arrivato il lampadario e ho visto lo spettacolo che volevo fare. Cercavo un punto di partenza, un’immagine, una suggestione. In questi casi divento un cacciatore, sto in agguato in cerca di cose che attirino la mia attenzione in modo speciale e soprattutto irrazionale, come un bimbo in gita.”

Lo spettacolo comincia appena si entra nel Palazzo: 13 grandi lampadari trasformano lo spazio in un vero e proprio salone delle feste. Ideati da Lorenzo e progettati da Claudio Santucci di Giò Forma, ogni lampadario ha 370 cm di diametro, 200 mt lineari di pendagli di vero cristallo e 120 macchine laser ciascuno.

“Nel salone della casa dove abbiamo montato lo studio per registrare il disco c’era un grande lampadario di cristallo, e mentre cantavo ce l’avevo sopra la testa, così ho pensato che fosse un segno e che in qualche modo avrei voluto portarlo in tour. Trasformare il palasport in una “ballroom”, un salone delle feste, modificare la percezione del luogo. Ne ho parlato con Giò Forma e loro hanno progettato questi lampadari che sovrastano il pubblico, lo scaldano, lo accolgono, le emozionano e durante il concerto si trasformano da oggetti classici in macchine da discoteca, astronavi, ufo, sparalaser, dischi volanti di luna park, lampioni di città.”

Lo show si apre con un’opera realizzata da Manuele Fior, uno dei più grandi fumettisti italiani alle prese con la sua prima animazione, che per la prima volta collabora a uno spettacolo. Partendo dall’idea di Lorenzo ha scritto e realizzato un cartone introduttivo con protagonista il Jova/Don Chisciotte. Tre minuti d’immagini travolgenti che introducono l’adattamento teatrale di Corrado D’Elia, recitato in spagnolo dalla magica voce di Miguel Bosé.

“Sono sempre stato affascinato dal personaggio inventato da Cervantes, uno dei miti fondamentali della nostra storia. Era uscita una nuova traduzione di Don Chisciotte e leggendola ho scoperto che il cavaliere nel romanzo ha la mia età di oggi, è sulla cinquantina. E’ bastato questo “futile motivo” a farmi scattare sull’attenti e farmi pensare a lui come allo spirito guida dello spettacolo, una sorta di sottotesto. Poi mi è capitato sottomano il testo che Corrado D’Elia ha scritto per il suo adattamento teatrale dell’opera di Cervantes e le cose si sono messa in fila nella mia testa. Avevo l’inizio del concerto, e tutto poteva partire da lì. Ho chiesto infine a Miguel se gli andava di essere lui la voce del cavaliere errante e Bosé ha accettato ed è stato fantastico!”

In scena con Lorenzo: Saturnino (basso) Riccardo Onori (chitarra) Cristian Rigano (tastiere e synth) Franco Santarnecchi (piano e fisarmonica) Gareth Brown (batteria) Leo di Angilla (percussioni), Gianluca Petrella (Trombone), Jordan MC Lean (tromba), Matthew Bauder (sax).

“Il cuore di tutto è la band, la musica naturalmente, le mie canzoni in questa sequenza pensata come un unico flusso in tre atti (più i bis). Non ho mai avuto una band in stato di grazia come stavolta, con una grande nuova sezione fiati e i miei musicisti collaboratori di sempre ancora più a fuoco. Chiedo molto alla mia band perché in questo concerto le atmosfere cambiano di continuo e per un musicista si tratta di spingere sempre al massimo e sempre in modo diverso. La spina dorsale dello show è la musica e il viaggio di passare dalle atmosfere acustiche all’hip hop al dancehall, alla disco al rock’n’roll senza fermarsi mai. Rispetto ai miei show degli ultimi dieci anni qui c’è un cambio di direzione verso un’idea più decostruita del concerto, più libera da qualsiasi schema, è un tour all’insegna della mia idea di rock’n’roll show.”

La scaletta è tiratissima: si balla dall’inizio alla fine! Trenta canzoni, una scaletta di hit imperdibili, con al centro un momento dj set di Lorenzo in consolle che ne raggruppa un’altra decina che cambieranno ogni sera. Da L’ombelico del mondo, con quei ballerini gonfiabili colorati in mezzo alla gente, a Ciao mamma, passando per Sbam!, Fame e Le canzoni; da L’estate addosso a Safari, da Tutto l’amore che ho a Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, la scaletta è una sequenza di singoli da lasciare senza fiato. Una breve parentesi con Mi fido di te, Sbagliato, Baciami ancora, Chiaro di luna rappresenta la parte più acustica dello show, che chiude con Viva la libertà, brano tratto dall’ultimo album Oh, vita!, prodotto da Rick Rubin, che ha già superato le 120 mila copie vendute. Un mantra, quasi una canzone per bambini che resta nelle orecchie e accompagna il pubblico alla fine della festa.

In scena uno schermo realizzato custom 24×8 mt, che si apre in 4 sezioni.
Il palco 20 x 12 metri si allunga in mezzo al salone delle feste per 17 metri per raggiungere un secondo palco di 20 metri anch’esso costruito appositamente per lo show che su Fame, il brano che chiude l’album Oh, vita!, si alza a 4 metri di altezza come un grande ponte sospeso verso un terzo palco custom, mondo del DJ set .
I 13 lampadari realizzati per Giò Forma da Zime Carpenteria ospitano 312 lampadine e 120 laser, e insieme ai 400 corpi illuminanti e ai vari laser in quota su tutto il perimetro, costituiscono il parco luci di Lorenzo live 2018, magistralmente orchestrate da Paul Normandale, light designer tra gli altri dei Coldplay, Björk, James Blunt, Shakira, Kings of Lion, Massive Attack.

“Il lavoro fatto sulle luci da Paul Normandale è meraviglioso e funziona insieme ai visual in modo assolutamente complementare. Il progetto visual di questo tour è nuovo, tutto sempre in funzione dell’emozione pura per far vivere una vera esperienza fisica a chi sta nel palasport. Non è un concerto a cui si assiste, è un concerto da vivere dal di dentro, in modo immersivo e totale, a partire dall’ingresso nel palasport, l’atmosfera è già lì ad accogliere chi arriverà, nella musica in diffusione selezionata apposta, nella presenza folle del “Mago Lorè”, con i grandi lampadari già accesi.”

Lo show visual che da sempre accompagna con immagini esclusive ogni singola canzone degli spettacoli di Lorenzo, è ancora più potente.
Realizzati in collaborazione con Carlo Zoratti e con l’amico e storico collaboratore Sergio Pappalettera (i due firmano con Lorenzo la direzione artistica del tour) e la sua Studio Prodesign, in Lorenzo live 2018 convivono immagini astratte, surreali, animazioni esclusive, spezzoni di film e camei come quelli che accompagnano Penso positivo (per la prima volta dal 1994 viene suonate in versione fedelissima alla registrazione originale dell’album) dove Cristina Bianchino, Alberto Bilà, Emma D’Aquino, Monica Gasparini, Piergiorgio Giacovazzo, Alberto Matano, Maria Concetta Mattei, Guido Meda, Manuela Moreno, Pierluigi Pardo , Alessio Viola hanno prestato la loro immagine per la lettura di “un’edizione speciale”. Tra le curiosità le immagini de Gli immortali vedono Lorenzo nello storico costume originale che fu del Don Chisciotte di Vittorio Gassman.
La produzione esecutiva è di Soup 2 Nuts di Andrea Staleni che collabora per la prima volta per uno show di Jovanotti.
“Tutto lo show l’ho immaginato insieme alla squadra coinvolta nel tour: un po’ della mia gente di sempre e alcuni fondamentali nuovi arrivati che hanno contribuito, credo, ad alzare il livello della resa spettacolare.”
In questo spettacolo non ci sono veri costumi di scena. Jovanotti con Nicolò Cerioni, suo storico collaboratore, ha infatti scelto di indossare un intero guardaroba di abiti alternandoli sera per sera, capi unici e contemporanei e ogni sera diversi.
Nati dall’intesa e dall’amicizia tra Lorenzo e Pierpaolo Piccioli, il Direttore Creativo della Maison Valentino ha creato una serie di capi esclusivi per il tour.
Gucci ha invece messo a disposizione una serie di capi resi disponibili solo per Lorenzo.

“Il messaggio di questo tour è nello spettacolo, che è in se stesso una dichiarazione d’amore, una celebrazione della vita,
della fantasia, della forza dell’immaginazione, dell’apertura, dell’incontro, della libertà.
Si balla per quasi tutto il tempo e quando non si balla si può fare l’amore.”

Da questa sera si replica a Milano fino al 28 febbraio …

(cs)
13 Febbraio 2018

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