Aiello si pronuncia come il saluto inglese “Hi Hello”, e non a caso il suo EP in uscita si chiama proprio così. E al “ciao” segue una domanda di rito, che guarda un po’, è anche il nome del suo singolo: “Come stai”.

Non posso non chiedertelo: Aiello, ma tu “Come stai?”
Sto bene, anzi benissimo. Finalmente il mio progetto vede la luce, e io sto godendo del suo calore.

Il 27 Maggio esce il tuo EP “Hi Hello”. Cosa ci troveremo dentro?
Troverete 5 brani che raccontano le mie storie mescolate a quelle dei miei amici (a loro insaputa), unite a pezzi di racconti ascoltati mentre ero in fila nel bar dove faccio colazione ogni mattina o nella mia trattoria preferita. Troverete suoni elettronici, sperimentati e ricercati in studio come si cercano pepite lungo il letto di un fiume, arrangiamenti forti, originali, che passano dal pop, al reggae, attraversando l’indie e l’elettropop a cui sento di appartenere profondamente. Troverete un giovane uomo che sente il bisogno di raccontarsi e di farsi ascoltare.

Come ti stai preparando all’uscita dell’EP?
Non mi sto preparando in un modo particolare, vivo giorno per giorno questa bellissima avventura e insieme ai miei due musicisti / fedeli compagni proviamo il live che contiamo di portare in giro prossimamente.

E’ un EP vario come dicevi appunto prima, c’è dentro elettronica, ballad, sonorità vintage… ti piace sperimentare?
Si, mi piace ricercare, mescolare, lasciarmi contaminare da scenari anche lontani dalla mia natura, per scoprire lati di me che neppure conosco a fondo. E’ fondamentale sperimentare scelte diverse nella vita di tutti i giorni, figuriamoci nella musica.

Nei tuoi testi si parla di amore, magari finiti, ma c’è sempre una certa speranza. Sei una persona  ottimista, anche in amore?
Semplicemente credo di essere perdutamente innamorato della malinconia, che non mi abbatte, non mi rattrista mai…un po’ come della pioggia, che puntualmente mi ricarica, mi ispira cose belle.
Sono uno che preferisce ballare anche sul fallimento di una storia d’amore, anziché piangerci sopra.

A 16 anni hai scritto la tua prima canzone. Te la ricordi? Di cosa parlava?
Si, “come le onde del mare”, parlava di un amore ai tempi del liceo, non corrisposto (Stranamente). E rieccoti il mare, il mio compagno di vita da sempre… lo ritrovo ogni volta nelle mie canzoni. In un modo o nell’altro, il mare c’è sempre nella mia musica. Questa cosa mi fa sempre sorridere e mi fa sentire protetto.

Chi sono i cantautori a cui ti ispiri e che ti hanno aiutato a crescere musicalmente?
Sono troppi quelli che ascolto e che ho ascoltato, e che stimo. Nessuno credo sia stato un modello di riferimento, perché non ho mai avuto un “mito” da idolatrare, neppure da ragazzino.
Su tutti in Italia, però, c’è un nome al quale sono particolarmente affezionato per la sua arte e per la sua capacità comunicativa: JOVANOTTI.

Com’è stato lavorare con Daniele Sinigallia?
E’ stato un onore e un piacere grande. Daniele è per me un amico fraterno, prima che il produttore artistico del mio primo progetto. E’ stata una parentesi intensa e abbastanza lunga, quella vissuta insieme in studio. Abbiamo lavorato a gomiti stretti, sul suono, sugli arrangiamenti. Abbiamo fatto incontrare e sposare il mio POP col suo INDIE, insieme abbiamo partorito un sound forte, riconoscibile, nostro. Spero possa entusiasmare gli altri, almeno la metà di quanto ha appassionato noi.

Progetti per il futuro? Porterai il disco in giro?
Spero proprio di sì. Suonare è il lato più bello di questo “mestiere”. Il live è la dimensione che amo di più, quindi… a prestissimo!

 

15 Maggio 2017

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